Camerino: ad Unicam 'L'Università per lo sviluppo, sei proposte per la crescita del Paese'

5' di lettura 23/03/2013 - “E' stata una scelta all'insegna della sobrietà, a cui ha invitato anche la Presidente della Camera, Laura Boldrini nel suo discorso di insediamento. Ad una più solenne cerimonia di inaugurazione dell'anno accademico, abbiamo preferito dare spazio alla necessaria e dovuta attenzione ad un momento di concreto confronto su temi di importanza stringente per il Paese”:

Con queste parole il Rettore dell'Università di Camerino Flavio Corradini ha aperto il suo intervento in occasione dell'incontro sul tema “L'Università per lo sviluppo, sei proposte per la crescita del Paese”, al quale ha partecipato anche il Presidente della CRUI, la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, prof. Marco Mancini.

Quest'anno infatti il Rettore, al posto della consueta cerimonia di inaugurazione, ha voluto incontrare insieme al Presidente Mancini la comunità universitaria, gli studenti, tutti gli stakeholders e la cittadinanza per ribadire, proprio da Camerino, sei proposte concrete per la crescita del sistema universitario e il sistema Paese.

Prima di entrare nel vivo della discussione, il Rettore Corradini ha comunque voluto informare tutti i presenti, seppur in brevissima sintesi, sui risultati nell’applicazione delle strategie che l’Ateneo ha adottato nel corso del 2012: il trend di immatricolazioni è positivo, in crescita anche quest’anno; la formazione pre- e post-laurea è molto vivace; lo slancio internazionale è in continua crescita con studenti stranieri, provenienti da 56 differenti Paesi del mondo, che sono l’8% della comunità studentesca e con il 30% dei dottorandi di ricerca che proviene dall’estero; sostanziale è l’incremento dei finanziamenti europei per la ricerca, che registra un + 25% rispetto al 2011; per il nono anno consecutivo Unicam è prima nelle classifiche Censis Repubblica tra gli atenei con meno di10.000 iscritti, con ottimi punteggi sui servizi, sull’internazionalizzazione, sulle strutture di ricerca/didattica; con la contabilità economico-patrimoniale (che Unicam ha adottato nel 2002 e che sarà obbligatoria per tutti gli atenei dal 1/1/2014) i conti sono in ordine con una razionalizzazione interna, dettata da criteri di efficacia, efficienza, economicità e trasparenza che ha riguardato tutte le strutture.

“Con soddisfazione – ha proseguito il prof. Corradini – posso dunque affermare che il percorso rigoroso, faticoso, serio, determinato, compiuto nel corso di tutto l’anno 2012 ha già prodotto eccellenti risultati. Diciamo al territorio che ci siamo, siamo al servizio dello sviluppo di questi luoghi mettendo a disposizione il nostro sapere e la nostra conoscenza, il nostro know-how amministrativo e tecnico scientifico. Chiediamo alla politica di metterci nelle condizioni di poter lavorare, di valorizzare il nostro ‘Essere Università’. E rilancio, ancora una volta e con sempre maggiore convincimento, l’opportunità di valorizzare i 4 Atenei delle Marche, come ‘distretto integrato della conoscenza’”.
“Mi rivolgo poi agli studenti: studiate con passione, con l’entusiasmo di scoprire cose nuove, con la fame e la sete del sapere e della conoscenza. Vivete l’Università come luogo di socializzazione, con il gusto di incontrarvi, di confrontarvi, di condividere. Vivete UniCam come modello di società multiculturale dove sperimentare l’essere cittadini del mondo. Imparate a vivere le differenze come elemento di ricchezza culturale e di tolleranza. Imparate a capire differenti linguaggi, anche quelli non parlati. Preparate il vostro futuro, colorandolo di esperienze e conoscenze, rifuggete la mediocrità, ricercate la verità, sempre, non vi accontentate, mai” ha proseguito Corradini.

Sono molteplici le emergenze ed i motivi di preoccupazione nell’ambito del sistema nazionale dell’Università e della Ricerca nel nostro Paese. Si va da una situazione generale che non consente di guardare con serenità al futuro e quindi di programmare il futuro, alla continua riduzione a ribasso delle politiche sul diritto allo studio e al taglio dell’offerta formativa, dall’autonomia degli Atenei, da non intendersi come pretesa di fare ciò e come si vuole, ma di poter perseguire le proprie strategie, ai continui cambiamenti normativi che hanno portato ad una iper-regolazione del sistema universitario, in tutte le sue componenti.

“Ma non per questo si deve cedere al vittimismo e gettare la spugna: dobbiamo adoperarci per trovare soluzioni e proposte alternative, pur in una situazione generale del paese che non consente di guardare con serenità al futuro e quindi di programmarlo, avendo la certezza di risorse disponibili e di chiare politiche di crescita. Dobbiamo cogliere l’opportunità dello stato di crisi che ha ormai pesantemente investito l’intera unione europea”, ha dichiarato il Rettore Corradini concludendo il suo accorato intervento, prima di lasciare la parola al Presidente della CRUI Mancini.
“L’Università italiana è ormai fuori dall’Europa, - ha dichiarato il Presidente della CRUI Mancini – il suo ruolo per la crescita, per lo sviluppo, altrove riconosciuto, da noi è negato. Lo dicono tutti gli indicatori con l’eccezione di quello, molto significativo, relativo alla produttività eccellente dei nostri ricercatori. In questo scenario la fase convulsa e confusa post-elettorale aumenta i nostri motivi di preoccupazione.

Da un canto abbiamo un governo dimissionario che si sta occupando dell’ordinaria amministrazione e al quale non si possono certo chiedere interventi strutturali. Dall’altro abbiamo un’agenda parlamentare di punti programmatici appena presentata al tavolo delle consultazioni per l’auspicabile ma tutt’altro che sicura formazione del nuovo esecutivo. Tra questi punti la formazione e l’istruzione stentano ancora una volta ad emergere. Di nuovo sembra che l’emergenza dell’Università italiana sia stata improvvisamente declassata a fattore irrilevante. Molte volte in passato la CRUI ha suonato il campanello di allarme, quando le difficoltà si facevano insostenibili. Ora quel campanello è diventato una sirena costante. Siamo al capolinea! Chi ci governerà decida se l’autobus dell’Università può ripartire oppure ci si dica una volta per tutte che dobbiamo tutti scendere”.








Questo è un articolo pubblicato il 23-03-2013 alle 18:33 sul giornale del 25 marzo 2013 - 1849 letture

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