Il Patto delle 3 C (CNA, Confartigianato, Confcommercio) proclama per le imprese del fabrianese lo stato di agitazione

4' di lettura 22/03/2013 - Le tre maggiori associazioni di categoria, che rappresentano la quasi totalità delle aziende che operano nel territorio del Comune di Fabriano, proclamano lo stato di agitazione. I vertici delle associazioni territoriale di categoria delle piccole e medie imprese riunitesi lunedì 18 marzo 2013, hanno redatto un documento, che è stato consegnato all'Assessore Angelo Tini nella riunione che si è svolta giovedì 21, per ribadire la grave situazione di crisi in cui si trova Fabriano.

Nel documento è ben chiaro che le organizzazioni di categoria della micro e piccola industria, hanno intenzione di organizzare, nel prossimo futuro, iniziative anche eclatanti per rappresentare l’insostenibile situazione di difficoltà in cui si trovano ad operare oggi gli artigiani, i commercianti, le piccole e medie imprese della città e in generale il mondo del lavoro, che sono state e resteranno una grandissima risorsa per il nostro territorio, non delocalizzando e non abbandonandolo al proprio destino. Si continua a fare affidamento sulla capacità dei piccoli imprenditori di reagire a tutti i problemi creati loro da un’errata politica e da una cattiva amministrazione della cosa pubblica.

Ma ormai sono stati superati i livelli di guardia e se non si effettuano interventi concreti a sostegno delle piccole attività produttive, questa volta, il sistema delle Pmi potrebbe non farcela a superare questo momento di straordinaria difficoltà. Così non è più possibile andare avanti! Quello che indispettisce ancora di più è la considerazione, basata su pregiudizi infondati, che le aziende siano una vacca da mungere senza poi dare nulla in cambio. I nostri imprenditori ormai sono alla canna del gas! Ed oggi non sono più in grado di sostenere una imposizione fiscale così esosa e improduttiva, stretti come sono tra le pressanti richieste delle banche, dei fornitori e di un prelievo fiscale inaccettabile. Non vogliamo credere che l’amministrazione comunale possa rimanere impassibile di fronte a questo stato di fatto: se chiudono le nostre aziende, chiude anche la città.

Il lungo deterioramento del tessuto produttivo del territorio merita una attenzione particolare e uno sforzo collettivo di tutta la società fabrianese a cui l'amministrazione comunale come la politica non si deve e non si può sottrarre, per questo è ora di dare certezza e concretezza ai nostri imprenditori con iniziative esemplari a partire dalla riduzione dei costi della macchina burocratica comunale, dalla riduzione dell'imposizione fiscale comunale, dal taglio delle spese improduttive e quindi liberare risorse che possano essere impiegate per rigenerare il nostro tessuto produttivo, commerciale e artigianale. Le associazioni di categoria hanno presentato all'assessore Tini alcuni punti essenziali, di competenza dell'attività comunale, verso i quali non si ammettono deroghe, per far si che in questo territorio rimangano vive e possano continuare ad operare le micro e piccole imprese.

PUNTO 1: ABBATTIMENTO DELL’ALIQUOTA IMU AL MINIMO CONSENTITO PER LEGGE NAZIONALE ANCHE PER LE ATTIVITA’ PRODUTTIVE COME AVVIENE PER LE PRIME CASE (la prima casa è un bene essenziale come lo è il produrre lavoro e dare lavoro sul territorio).

PUNTO 2: ALIQUOTA TARES AL MINIMO CONSENTITO PER TIPOLOGIE ECONOMICHE E SGRAVI PER QUELLE AZIENDE CHE SONO OBBLIGATE A SMALTIERE IL RIFIUTO CON PRIVATI (per molte aziende il rifiuto industriale quindi non gestito dalla raccolta pubblica è oltre il 70% rispetto al totale dei rifiuti prodotti).

PUNTO 3: INSERIMENTO DEL COMPARTO DEI LAVORATORI AUTONOMI TRA I SOGGETTI CHE NECESSITANO DI INTERVENTI E STANZIAMENTI RISERVATI AL SOCIALE PER AIUTARE LE PICCOLE IMPRESE IN DIFFICOLTA’ (anche i piccoli imprenditori hanno disagi sociali e non hanno ammortizzatori).

PUNTO 4: UTILIZZO DELLE AZIENDE DELLA CITTA' PER FORNITURE E LAVORI PUBBLICI COMMISSIONATI DALL’AMMINISTRAZIONE PUBBLICA. (abbiamo più volte posto questo problema sia alla vecchia che alla nuova amministrazione totalmente inascoltati).

PUNTO 5: SERIA E CONDIVISA RIDUZIONE DELLA SPESA PUBBLICA COMUNALE CHE PASSA ANCHE PER UNA MAGGIORE EFFICIENZA DEGLI UFFICI PUBBLICI. (riteniamo questo un punto fondamentale: la burocrazia oltre che costosa è anche d'intralcio all'attività delle aziende, una città più efficiente è anche più attrattiva per gli investimenti).

PUNTO 6: RIDUZIONE DEGLI SPRECHI E SERIO CONTROLLO E TRASPARENZA VERSO LE AZIENDE PRIVATE ALLE QUALI OGGI IL COMUNE AFFIDA I PROPRI SERVIZI. (Anconambiente, Multiservizi, Coop, ecc.ecc.).

Queste sono le rivendicazioni e le richieste che vengono dal mondo produttivo che abbiamo l'onore di rappresentare, ma soprattutto sono richieste concrete che permettono all’amministrazione comunale di programmare un serio bilancio previsionale per il 2013, vi ricordiamo che senza aziende non esiste occupazione ne futuro per la nostra città, rimaniamo sin da subito disponibili a collaborare per perseguire insieme un unico obbiettivo “il rilancio del nostro territorio dal punto di vista economico, produttivo ed occupazionale”.


da CNA - Confcommercio - Confartigianato
Provincia di Ancona





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-03-2013 alle 11:50 sul giornale del 23 marzo 2013 - 1824 letture

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