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Sanità, sindacati: ad Ancona una manifestazione contro la politica sociale della Regione

Cgil Cisl Uil 3' di lettura 11/03/2013 - Cgil, Cisl e Uil si mobilitano contro la politica sociale e sanitaria della Regione Marche. Questa è la decisione delle segreterie regionali delle tre confederazioni e delle rispettive categorie dei lavoratori della sanità e dei pensionati che hanno inviato lunedì al Presidente della Giunta Spacca e agli Assessori Mezzolani e Marconi un documento con il quale si esprime una valutazione critica del confronto che si è sviluppato negli ultimi due mesi.

I principali punti di dissenso sono:
la mancanza di un quadro d’insieme che riguardi tutto il sistema sanitario, i processi riorganizzativi, gli aspetti finanziari e quelli relativi alla gestione del personale. Infatti, le scelte che si profilano riguardano esclusivamente la riconversione dei piccoli ospedali, la riorganizzazione della rete territoriale di soccorso, la chiusura di 18 unità operative complesse con la conseguente riduzione di personale. Non si riesce a comprendere quindi cosa dovrebbe accadere, nel complesso, alla rete ospedaliera relativamente alla distribuzione dei posti letto da chiudere e riconvertire (essendo prevista la chiusura di 795 posti letto per acuti ed un incremento di 244 posti letto di lungodegenza/riabilitazione) o da trasformare in Day Hospital e Day Surgery.

A differenza di quanto previsto dal Piano sociale e sanitario regionale, non emerge alcun concreto rafforzamento delle reti: da quella territoriale e dell’integrazione socio-sanitaria (le Case della salute, la residenzialità non ospedaliera, la domiciliarità) a quelle della prevenzione e dell’emergenza-urgenza
a fronte di una crescita del fenomeno delle liste di attesa e della mobilità passiva, non si conoscono, se esistono, gli obiettivi e gli interventi previsti per il loro contenimento.
le scelte riorganizzative presentate non sono accompagnate da un quadro finanziario analitico ed una pianificazione della gestione delle risorse, dal quale si evincono le economie e gli investimenti organizzativi e gestionali: in questo modo la riorganizzazione si presenta solo come un’operazione di tagli finalizzati al conseguimento degli obiettivi di bilancio e non come una vera riforma del sistema.

Il pesante taglio che si sta profilando all’occupazione del settore, dopo che in questi anni la riduzione del costo del personale è stato quello che maggiormente ha contribuito al risanamento dei conti, bel al di là del sostenibile e del programmato.

La delibera 1696/12 ribadisce insistentemente l’obiettivo di un’ulteriore riduzione della spesa, sia per il personale a tempo indeterminato che per i contratti flessibili, e questo è del tutto inaccettabile considerando che con l’attuale livello dei servizi il personale è già carente. Il sindacato pertanto richiede un quadro complessivo degli organici, definito in relazione alle scelte riorganizzative, che sia coerente con la tutela dell’occupazione complessiva esistente, compreso i lavoratori assunti con contratti flessibili e quelli impiegati nei servizi appaltati.

Cgil, Cisl e Uil chiedono inoltre una radicale modifica della proposta di legge regionale relativa al “sistema regionale integrato dei servizi sociali a tutela della persona e della famiglia”, in particolare per quanto concerne il ruolo degli Ambiti sociali, la gestione associata dei servizi e per gli aspetti relativi alla partecipazione delle associazioni e dei cittadini alla gestione delle politiche sociali.

Per queste ed altre ragioni i sindacati si mobiliteranno e lunedì 25 marzo si terrà ad Ancona una manifestazione regionale per una riforma della sanità e delle politiche sociali marchigiane nell’interesse delle nostre comunità.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-03-2013 alle 17:29 sul giornale del 12 marzo 2013 - 2440 letture

In questo articolo si parla di attualità, cgil cisl uil

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