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Anci Marche: piccoli comuni a rischio a causa delle nuove tasse

anci marche 2' di lettura 08/03/2013 - Al Patto di Stabilità interno da quest’anno sono sottomesse anche le realtà comunali tra i 1001 e 5000 abitanti (nelle Marche riguarda altri 129 comuni) e l’esercizio finanziario che è appena iniziato si presenta, quindi, per i comuni, ricco di incognite. Non a caso la legge di stabilità 2013 ha rinviato di sei mesi (al 30 giugno) il termine per l’approvazione del prossimo bilancio di previsione.

L’Anci Marche, insieme ad altre associazioni di categoria, ha organizzato a Cossignano il 1' degli appuntamenti di un ciclo di incontri previsto a Loro Piceno il 12 marzo, a Senigallia il 14 marzo ed a Fano il 19 marzo aperto ai ragionieri, ai tecnici comunali, agli amministratori, ai revisori e chiunque sia interessato alle dinamiche tecnico-amministrative di un piccolo comune.

Il sistema di monitoraggio e controllo degli adempimenti in materia di finanza locale assumerà nei piccoli comuni maggiore e gravosa rigidità. Facili da immaginare le difficoltà dei pagamenti delle imprese soprattutto perché nei piccoli comuni la spesa corrente è strutturalmente molto rigida e assai meno lineare nel tempo rispetto alle città. Questi nuovi obiettivi di patto di stabilità sono totalmente insostenibili e l’estensione ai piccoli comuni provocheranno un corto circuito ingestibile.

"Come più volte ho avuto occasione di ribadire – ha detto Roberto De Angelis, coordinatore dei piccoli comuni di Anci Marche - le piccole amministrazioni avranno enormi difficoltà a gestire i relativi vincoli, sia dal punto di vista amministrativo che dal punto di vista contabile e finanziario con la prevedibile riduzione, se non azzeramento, degli investimenti ed il rischio di dover sospendere i pagamenti in conto capitale a discapito delle imprese che hanno avviato o già eseguito i lavori per questi comuni".

Anche per i piccoli comuni – ha aggiunto Cesare Martini, Presidente di Anci Marche – si prospettano crescenti difficoltà di cassa, sempre più a corto di ossigeno dopo i ripetuti tagli imposti dalle ultime manovre finanziarie, mentre si profilano ulteriori ed insostenibili sacrifici sempre a carico dei comuni pur sapendo che questi hanno contribuito maggiormente al contenimento delle dinamiche di crescita delle spesa pubblica e che sono più vicini ai cittadini".

Considerato che la spesa corrente risulta pressoché incomprimibile perché già ridotta all’osso a seguito dei tagli effettuati negli ultimi esercizi, per non incorrere a pesanti sanzioni e di essere chiamati a rispondere di danno erariale, tutti i Sindaci, senza distinzione partitica, si troveranno costretti, loro malgrado, ad aumentare le entrate correnti che significa, dove fosse ancora possibile, aumentare le aliquote IMU, l’addizionale comunale o le tariffe dei servizi a domanda individuale, a discapito ovviamente dei soliti cittadini o delle imprese locali.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-03-2013 alle 17:25 sul giornale del 09 marzo 2013 - 2242 letture

In questo articolo si parla di attualità, Anci Marche

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