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Crisi del fabrianese, Paolo Ferrero ha incontrato i delegati sindacali delle aziende del territorio

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Giornata di mobilitazione quella di martedì 12 febbraio per i militanti di Rivoluzione Civile che hanno accolto il segretario nazionale di Rifondazione Comunista, Paolo Ferrero, giunto nelle Marche per presentare il programma della lista che candida a premier Antonio Ingroia.

Dopo la visita a San Benedetto del Tronto, dove ha incontrato il capolista marchigiano Massimo Rossi, Ferrero si è recato alla Camera del Lavoro di Fabriano per incontrare i delegati sindacali della Best e di altre aziende del fabrianese. ‘La grave crisi economica del fabrianese – ha detto Ferrero – che ha portato al tracollo dell’occupazione con la perdita migliaia di posti di lavoro, rappresenta una vertenza nazionale che Rivoluzione Civile si impegna a sostenere con iniziative concrete sia qui nel territorio che in Parlamento’.

‘Una crisi – ha poi sottolineato Ferrero – che lo specchio dei guasti prodotti dal famigerato modello Marche, un intreccio perverso di poteri (politico, economico e finanziario) che ha gravemente danneggiato il settore industriale manifatturiero. Qui, dal 2010, con il secondo mandato del presidente Spacca, si è iniziato a sperimentare quelle politiche che il governo Monti ha poi attuato negli ultimi 14 mesi, sostenuto da Pd, Udc e Pdl. Non è certo un caso che pur disponendo di strumenti ad hoc come la legge 25/2009 voluta da Rifondazione Comunista, contenente misure a sostegno dei lavoratori per la salvaguardia occupazionale, la Regione non la abbia finanziata dopo il cambio di maggioranza. Anzi, Pd e Udc, cioè i partiti che probabilmente guideranno insieme a Monti e Fini il prossimo governo, hanno continuato ad avallare una politica economica fondata sulla svalutazione del costo del lavoro e sulla restrizione dei diritti dei lavoratori. Nessuna iniziativa concreta e niente risorse per sostenere l’innovazione tecnologica e la ricerca di nuovi prodotti’.

Poi la proposta: ‘Oggi Bersani, Monti e Berlusconi – ha concluso Ferrero – dicono con una bella faccia tosta di voler abbassare le tasse che colpiscono il potere d’acquisto delle famiglie. Le tasse che loro stessi hanno voluto in questi 14 mesi, portando avanti un feroce attacco ai diritti dei lavoratori con la cancellazione dell’articolo 18, con le riforme della Fornero sul mercato del lavoro e sulle pensioni, con il taglio indiscriminato delle risorse per la spesa sociale, con il Fiscal Compact attraverso cui si vuol far pagare il debito accumulato alla stragrande maggioranza della popolazione. Uscire dalla crisi è possibile, a patto che si rimettano in discussione le politiche di austerità e si costruisca un nuovo modello basata sui diritti e il rispetto della dignità dei lavoratori. È necessario un progetto di riconversione di ampi settori dell’economia. E non è vero che le risorse non ci sono: basta andarle a prendere là dove non sono mai state toccate: nel taglio delle spese militari, nella vera lotta all’evasione fiscale come prevede la proposta di legge Ingroia-La Torre, con una patrimoniale che vada a colpire le grandi ricchezze’.



Questo è un articolo pubblicato il 13-02-2013 alle 11:01 sul giornale del 14 febbraio 2013 - 1141 letture