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Crollo dell’occupazione, Rocchi (Rivoluzione Civile): 'Colpa di una politica economica scellerata'

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Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia

“La chiusura in un solo anno di quasi 1200 imprese marchigiane è la drammatica fotografia del fallimento prodotto, anche in questa regione, dalle politiche neoliberiste del governo Monti, basate sul rigore finanziario a discapito del sostegno all’economia reale”.

Così il candidato marchigiano di Rivoluzione Civile Augusto Rocchi commenta i dati forniti da Unioncamere Marche, i quali, con il saldo negativo del 2012 nel rapporto tra avvii e cessazioni di ben 1177 aziende, disegnano il trend declinante dell’economia marchigiana.

“Questo – continua Rocchi – è il risultato di una politica economica scellerata che oggi ormai sostenuta sia dal centrodestra che dal centrosinistra, la quale anziché colpire la speculazione finanziaria, le destina risorse sottratte alla crescita. Il caso Marche non è diverso da altre regioni italiane, con la differenza che qui, potere economico e potere politico sono largamente identificabili (come dimostra il profilo di molti candidati del Pd e della lista Monti) e tendono a coprire la realtà dei numeri che parla di de-industrializzazione e di tracollo nella perdita dei posti di lavoro. Il fatto è che questo sistema, trionfalmente battezzato come Modello Marche, è stato un fallimento perché per primo ha sperimentato in loco le politiche nazionali del governo Monti. Mi sembra che la crisi che investe Banca Marche parli chiaro”.

Per Rivoluzione Civile è però possibile invertire la tendenza: “Economie come quella marchigiana, dietro l’esplicito avallo della politica locale, hanno puntato tutto sulla svalutazione del costo del lavoro, come unico strumento di competizione per l’export, e sulla restrizione dei diritti dei lavoratori, trascurando colpevolmente la ricerca e lo sviluppo di nuovi prodotti. Basti pensare a campioni dell’economia nazionale come Della Valle e Merloni. Chi ci ha provato, invece, è stato penalizzato e isolato dalle istituzioni. Ciò che serve, invece, è una politica coraggiosa fondata sul rispetto dei diritti e sull’innovazione, e che sappia guardare in primo luogo all’asse tra crescita e tutela dell’ambiente. Una politica realizzabile con un grande programma di investimenti finanziato attraverso il recupero della grande risorse bruciate dall’evasione fiscale e una patrimoniale che vada a colpire le grandi ricchezze”.



Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-02-2013 alle 18:02 sul giornale del 12 febbraio 2013 - 1470 letture