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Coldiretti: aree interne dissestate per la scomparsa degli agricoltori

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La terra frana perché nelle aree marginali sono dimezzati gli agricoltori che Si prendono cura del territorio, tanto che negli ultimi 30 anni hanno chiuso i battenti nelle Marche ben 21mila aziende tra zone montane collinari dell’interno.

E’ l’analisi presentata dalla Coldiretti regionale in occasione della Conferenza nazionale sul rischio idrogeologico che si è svolta a Roma. Un fenomeno determinato dalla mancanza di concrete opportunità economiche e sociali sulle quali occorre prioritariamente intervenire se si vuole realizzare una concreta opera di prevenzione in una situazione in cui si aggrava la crisi economica e si moltiplicano gli eventi estremi e catastrofici per effetto dei cambiamenti climatici.

Nella nostra regione il 99 per cento del territorio è a rischio idrogeologico, secondo un’analisi di Coldiretti sui dati Legambiente Marche. Ad aggravare il fenomeno è stata indubbiamente la scomparsa di quasi 300mila ettari di terreni agricoli. Ai 229mila ettari svaniti tra il 1960 e il 2008 se ne sono aggiunti altri 55mila nel giro di appena quattro anni, con una evidente accelerazione del fenomeno. La novità dei fenomeni meteorologici sempre più intensi, concentrati in poche ore e su aree circoscritte, con alluvioni e danni anche in aree non eccessivamente antropizzate, dimostra la necessità di considerare i loro effetti per pianificare e programmare le politiche territoriali nei prossimi anni.

Serve dunque, secondo Coldiretti, un Programma nazionale di difesa del suolo, per la manutenzione e la cura del territorio, che progetti un’azione urgente, efficace e concreta per la mitigazione del rischio stabilendo strumenti e priorità d’intervento e risorse economiche adeguate per metterlo in campo, senza dimenticare una necessaria attività di informazione e formazione dei cittadini su questi temi.



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Questo è un articolo pubblicato il 07-02-2013 alle 18:54 sul giornale del 08 febbraio 2013 - 1704 letture