counter
SEI IN > VIVERE MARCHE > ATTUALITA'
comunicato stampa

Stagione venatoria 2012-2013: in netto aumento morti e feriti per incidenti di caccia

3' di lettura
1970

lega per l'abolizione della caccia

La stagione venatoria 2012 – 2013 si è appena conclusa e si può quindi fare un primo bilancio.

Colpisce, innanzitutto, la macabra escalation dei morti e dei feriti a causa di incidenti di caccia: 60 morti e 104 feriti, praticamente più del doppio di quelli della stagione 2011 – 2012! Di questi 54 morti e 90 feriti sono cacciatori, mentre 5 morti e 14 feriti sono persone che non c’entrano niente con la caccia, ma che stavano cercando funghi, praticavano sport all’aperto, oppure si trovavano nelle loro case e sono state colpite da pallini o pallettoni per cinghiali. Fra questi ci sono anche diversi bambini e minorenni che erano stati portati a caccia dai propri genitori cacciatori o da loro amici, violando le più elementari leggi e regole di buon senso…

Tutto ciò comunque dimostra come la caccia oggi sia un fenomeno sempre più invasivo e pericoloso, soprattutto per chi non la pratica e ha la sfortuna di abitare in campagna o nelle periferie delle città. Altro dato significativo è il netto calo del numero dei cacciatori, che su scala nazionale diminuiscono in media del 25% (dati ufficiali relativi alla stagione 2011 – 2012), mentre per la stagione appena conclusa si stima una diminuzione addirittura del 30%! Nelle Marche i cacciatori si sono ridotti ormai a poco più di 25.000 unità (26.749), con un calo netto del 25% negli ultimi 8 anni.

Una diminuzione costante ed inesorabile, se si considera che solo 20 anni fa, nel 1992, essi erano quasi il doppio di oggi (46.799). In media, si tratta quindi di un calo di quasi 1.000 cacciatori all’anno, il che significa che, di questo passo, tra 20 anni essi si saranno praticamente estinti! Per quanto riguarda la ripartizione provinciale, vediamo che la Provincia con il maggior numero di cacciatori è ancora quella di Pesaro e Urbino (9.159), mentre quella con il minor numero è Fermo con 2.590. Estendendo queste percentuali al resto d’Italia, possiamo stimare che il numero attuale dei cacciatori italiani non dovrebbe superare le 600.000 unità.

Inoltre, un altro indice incontrovertibile del destino ormai segnato della caccia in Italia è l’età avanzata dei cacciatori, visto che oltre l’80% di essi ha più di 50 anni e, di questi, quasi il 30% ha oltre 70 anni, mentre appena il 3% ha meno di 30 anni! Parallelamente al declino della caccia “regolamentata”, assistiamo però, non a caso, anche ad un preoccupante aumento del bracconaggio, a dimostrazione di come la “caccia” e il “bracconaggio” funzionino come vasi comunicanti e, in pratica, rappresentino le due facce della stessa medaglia!

Gli unici a non essersi accorti di questo disfacimento venatorio sono però i nostri politici ed amministratori che, malgrado i cacciatori rappresentino ormai solo lo 1% dell’intera popolazione italiana, di fatto hanno delegato proprio a questa esigua minoranza l’intera gestione del territorio agro – silvo – pastorale nazionale, che invece appartiene a tutti i cittadini, anche a quelli contrari alla caccia e che peraltro rappresentano ormai la stragrande maggioranza della popolazione!



lega per l'abolizione della caccia

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-02-2013 alle 15:13 sul giornale del 04 febbraio 2013 - 1970 letture