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Ancona: il figlio di Pio La Torre sulla mafia, 'Per fare leggi ci sono volute le stragi'

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La Torre Franco Rivoluzione Civile Ingroia

Il figlio di Pio La Torre ad Ancona per la campagna di Rivoluzione Civile. Come suo padre, ucciso dalla Mafia, parla accoratamente della questione e allo Stato dice sulla Mafia: "Per fare Leggi ci sono volute le stragi". Ed ai marchigiani l'appello: 'Aprite gli occhi'. E su Rivoluzione Civile: "Puntiamo ad un buon risultato."

"Bisogna veramente aspettare le stragi per avere le Leggi". E' questa la riflessione del capolista di Rivoluzione Civile insieme ad Igroia, Franco La Torre. Una riflessione che il figlio del noto sindacalista della Cgil e dirigente politico del Partito Comunista Italiano assassinato dalla Mafia il 30 aprile 1982 porta ai cittadini, ma soprattutto allo Stato. E alla domanda sulle infiltrazioni mafiose nel nostro territorio, nelle spesso definite 'tranquille' Marche dice: "Non voglio creare allarmismo, ma se la realtà pubblica afferma che il problema esiste bisogna affrontarlo e subito". "Per fare un esempio solo il 30% degli esercizi commerciali in Italia sono della Mafia, comunque essa si chiami: camorra, 'ndrangheta...".

L'appello, dunque, che La Torre fa ai Marchigiani é quello di "aprire gli occhi per essere sentinelle di noi stessi". Un modo questo per pensare al futuro dei giovani che sono "stritolati dal sistema". Un fenomeno che é stato per molto tempo sottovalutato anche al Nord: "La Mafia ti compra la vita - ha affondato La Torre - gli imprenditori milanesi che non si sono preoccupati hanno chiuso."

Se si va a vedere il panorama marchigiano a confronto con realtà del Sud molto difficili il tutto sembra quasi non esistere, anche se poi non é vero. I dati di recenti sui di capitali della Mafia nelle Marche, nel 2009, parlano chiaro: 18 i beni confiscati alla Mafia. E poi si ricorda la lungaggine dello Stato e scarse risorse in commissione per gestirle. "Si pensi solo a quanto é lungo i percorso nell'assegnazione di un patrimonio tolto alla Mafia: confisca del bene, sequestro e poi assegnazione" e sulla commissione competente: "Sono solo una trentina a lavorare."

Nel nostro territorio un esempio di confisca di un immobile nelle Marche é stato quello gestito dalla Banda della Magliana, il Podere Tufi a Cupramontana. Un immobile che é stato affidato alle associazioni locali Pane e Tulipani e ViviCare che grazie ad un progetto che prende avvio ora potrà dare ospitalità, ma anche un lavoro e soprattutto un futuro a persone con disagio psicologico. Sarà un centro residenziale dove potranno lavorare i campi limitrofi.

La volontà di La Torre é "mettere le manette ai patrimoni mafiosi", poiché "la Mafia non é solo in Sicilia" e per far questo il figlio di Pio La Torre si affianca a Rivoluzione Civile, Lista Igroia. "Perché intervenire in una campagna elettorale - ha concluso La Torre - per portare avanti questi valori, valori che sono riconosciuti nella Lista Ingroia". E non ultimo un appello sincero al voto - conclude definitivamente La Torre: "Votate Chiunque, ma votate. Noi di Rivoluzione Civile abbiamo una doppia ambizione di dare a chi ha di meno, ma soprattutto credere in una forza politica valida per governare."

Presenti anche Maurizio Quercetti di Rivoluzione Civile, Stefano Sensoli della Cooperativa Pane e Tulipani di Jesi e Concetta Contini di Libera di Jesi. E' quest'ultima, inoltre, a rimarcare "il valore culturale che possono avere i beni confiscati alle realtà di stampo mafioso. Bisogna essere consapevoli di come stanno le cose nel proprio territorio."





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Questo è un articolo pubblicato il 01-02-2013 alle 15:32 sul giornale del 02 febbraio 2013 - 1793 letture