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Ancona: al Teatro Sperimentale 'Fratto _ X', il nuovo spettacolo di Flavia Mastrella e Antonio Rezza

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Fratto _ X

Arriva ad Ancona mercoledì 28 novembre alle ore 21.00 al Teatro Sperimentale, prima del debutto a Roma, Fratto _ X, il nuovo spettacolo di Flavia Mastrella e Antonio Rezza, con Antonio Rezza e con Ivan Bellavista, (mai) scritto da Antonio Rezza, habitat di Flavia Mastrella, assistente alla creazione Massimo cavilli, disegno luci Mattia Vigo, organizzazione generale Stefania Saltarelli, una produzione RezzaMastrella con Fondazione TPE – TSI La Fabbrica dell’Attore, Teatro Vascello.

Lo spettacolo è organizzato dal Teatro Stabile delle Marche in collaborazione con l’Arci di Ancona.
Biglietto a €5 – info e prenotazioni 071 5021631 / 3921909020 (il biglietto si potrà acquistare anche da un’ora prima dell’inizio dello spettacolo al Teatro Sperimentale) info@stabilemarche.it www.stabilemarche.it

La storia: il telecomandato gira in cerchio: la spensieratezza non ha luogo. Entra la ferraglia con la pelle appesa. E con la voce forte. Si gira e se ne va. Urla da lontano parole piene d’eco. Torna e se ne va. L’eco ammutolisce. Un taxi perduto è un lamento mancato, disperazione in cerchio con autocritica fasulla, vittimismo di regime, modestia tiranna e tirannia del consueto. Tutto ciò che si assomiglia va al potere. E Rocco e Rita a fare uno il verso non dell’altro ma dell’uno. A imitar se stessi c’è sempre da imparare. Ma chi imita se stesso è la cancrena nell’orecchio di chi ascolta. E marcisce l’ambizione. L’ansia non è uno stato d’animo ma un errore posturale. Forma e demenza non viaggiano mai sole.

Tra le dune di un deserto, uccelli migratori volano felici sulla testa di due uomini sereni, lievemente turbati dall’arroganza del potente di turno, essere antropomorfo con le braccia malformate dal compromesso elettorale. La cultura è fatta a pezzi da chi ama sceneggiare. E poi la voce di uno fa parlare l’altro che muove la bocca per sentito dire. E si lamenta del suo poco parlare con la voce che lo fa parlare. Litiga con la voce che lo tiene al mondo. Applausi a chi ha ben poco da inchinare. Rarefatta dalla santità, Rita da Cascia oltraggia la provenienza, si ama non per sentimento ma per residenza: siamo sotto un fratto che uccide, si muore per eccessiva semplificazione. Il lottatore di sumo desume che dedurre è un eccesso. Sindoni a confronto con cartoni animati redentori. Guerrieri di ritorno da niente e specchi carnefici a mettere parole in bocca allo specchiato.
F.M. e A.R.

Note di Antonio
Si può parlare con qualcuno che ti dà la voce?
Si può rispondere con la stessa voce di chi fa la domanda?
Due persone discorrono sull’esistenza.
Una delle due, quando l’altra parla, ha tempo per pensare: sospetta il tranello ma non ne ha la certezza.
La manipolazione è alla base di un corretto stile di vita. Per l’ennesima volta si cambia forma attraverso la violenza espressiva. Mai come in questo caso o, per meglio dire, ancora come in questo caso, l’odio verso la mistificazione del teatro, del cinema, della letteratura, è implacabile. Il potere sta nel sopravvivere a chi muore. Noi siamo pronti a regnare. Bisognerebbe morire appena un po’ di più.

Note di Flavia
L’habitat Fratto_X è un impeto da suggestioni fotografiche. Le immagini raccontano la strada che corre e l’impossibilità di agire. Scie luminose si materializzano con l’inquietante delicatezza dei fiori visti da vicino. Come anche Fratto_X è un ideogramma, insegue la leggera freschezza vibrante del tratto e il colore saturo dell’immagine in 3d. Una distesa di pelle calda organizza figure antropomorfe, sommerse dalla carne e dalla carnalità, vittime disponibili alla persuasione di massa. L’inutilità permea e comprime i personaggi che si affacciano da un divieto X. La Sedia, mezzo mutante color azzurro, pelle e ruggine, è presa in prestito dal teatro di narrazione. Il Telecomandato geneticamente alterato e il Miracolo dell’urbanizzazione sono sculture mobili dipendenti. La carcassa del guerriero viene riproposta come presenza epica solo nella forma e nell’atteggiamento.

Biografia
Flavia Mastrella e Antonio Rezza si occupano di comunicazione involontaria. Hanno realizzato nove opere teatrali (tra cui Pitecus, Io, Fotofinish, Bahamuth, 7-14-21-28, Doppia Identità, Fratto_X) tre film lungometraggi (tra cui Escoriandoli presentato a Venezia nel 1996) e una serie sterminata di corto e medio metraggi. Flavia Mastrella si occupa inoltre di scultura con esposizioni in Italia e all’estero e Antonio Rezza di letteratura pubblicando i suoi romanzi con Bompiani. Per RAI 3 hanno realizzato nel 2000 il programma Troppolitani. Nel 2008 vincono il premio Alinovi per l’arte interdisciplinare e pubblicano con Kiwido la prima raccolta video del loro cinema in bianco e nero. Nel gennaio del 2010 hanno presentato, a Madrid e a Palencia, Pitecus in lingua spagnola e eseguito alcune azioni performative insieme agli Afterhours. Nel Giugno del 2011 presentano 7-14-21-28 al Théâtre de la Ville di Parigi. Nell’ Aprile del 2012, edito da Barbès, è uscito il libro La noia incarnita – il teatro involontario di Flavia Mastrella e Antonio Rezza a cura di Rossella Bonito Oliva.



... Fratto _ X
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Fratto _ X

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 26-11-2012 alle 14:00 sul giornale del 27 novembre 2012 - 2106 letture