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Marche, Europa. Più donne nei CdA delle imprese: una garanzia per gli affari

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niccolò rinaldi

La Commissione europea ha comunicato la scorsa settimana che avvierà un’iniziativa per favorire l’ascesa di donne di talento ai vertici delle imprese. Solo 1 membro su 7 dei CDA delle più importanti imprese europee é donna, quanto tempo ancora, infatti, si deve aspettare per raggiungere un migliore equilibrio tra i generi?

Speriamo poco: la proposta ha come obiettivo quello di raggiungere il 40% dei posti tra gli amministratori senza incarichi esecutivi nelle società quotate, escluse le piccole e medie imprese. Infatti, in Europa sono gli uomini che compongono per l’85% le posizioni per amministratori senza incarichi esecutivi, e il 91,1% di quelli con incarichi esecutivi.

Negli ultimi anni nonostante l’acceso dibattito pubblico e alcune iniziative a livello nazionale ed europeo non si sono visti cambiamenti significativi; dal 2003 non c'é stato un netto incremento del numero di donne negli organi direttivi delle aziende, quest'ultimo è aumentato in media di appena lo 0,6% l’anno.

La decisione dalla Commissione stabilisce un criterio importante non solo per l'Italia ma per l'Europa stessa, e darà rappresentanza alle persone del sesso sotto-rappresentato tra gli amministratori senza incarichi esecutivi delle società quotate in Borsa. Le aziende che non presenteranno questa soglia dovranno tenere conto di fare delle nomine sulla base di un’analisi comparativa delle qualifiche di ciascun candidato, applicando criteri limpidi, univoci e comunicati in modo neutro dal punto di vista del genere. A parità di qualifiche, si dovrà dare la priorità al sesso sotto-rappresentato. Il traguardo di almeno il 40% dei posti assegnati ad esponenti del sesso sotto-rappresentato per gli incarichi non esecutivi dovrà essere raggiunto entro il 2020, anche se le imprese pubbliche, vista la posizione dominante degli Stati Membri, avranno a disposizione due anni di meno per raggiungerlo.

Si calcola che questa proposta avrà effetti su circa 5.000 società quotate nell’Ue, mentre non si applicherà alle piccole e medie imprese (società con un organico inferiore a 250 dipendenti e un fatturato mondiale non superiore a 50 milioni di euro) né alle società non quotate. Per gli amici marchigiani che volessero approfondire questo tema consiglio di consultare la pagina della Commissione europea al seguente link: http://ec.europa.eu/justice/newsroom/gender-equality/news/121114_en.htm



niccolò rinaldi

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-11-2012 alle 00:10 sul giornale del 22 novembre 2012 - 3521 letture