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Banca Marche: 430 milioni disponibili per le PMI. Per ottenerli servono solo ottimismo, idee e progetti

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Il Presidente Lauro Costa ed il Direttore Generale Luciano Goffi

La crisi economica in Italia e nel mondo fa parte oramai è una storia vecchia ripetuta in ogni occasione, il fatto che le imprese siano in difficoltà ad ottenere credito dalle banche è considerata di volta causa od effetto della crisi stessa in una spirale negativa da cui non si riesce a capire come tirarsi fuori.

Eppure Banca Marche ha convocato mercoledì una conferenza stampa per rendere noto alle imprese marchigiane che non è vero che i soldi mancano e le banche non li concedono: il Presidente Lauro Costa ed il Direttore Generale Luciano Goffi lo ripetono chiaramente più volte, invitando le imprese a farsi avanti.

“Questo è un momento difficile e vogliamo lanciare un messaggio di incoraggiamento alle imprese ed al tessuto produttivo marchigiano, perché l’andamento negativo dell’economia rischia di scoraggiarli, non vedendosi sull’orizzonte di medio lungo periodo delle prospettive di crescita” attacca Goffi. “Ma proprio per questo occorre rialzare la testa ed ognuno deve tornare a svolgere il suo mestiere: gli imprenditori a produrre ed investire e le banche a concedere credito. Occorre però cambiare prospettiva e metodo rispetto al passato: basta investire in capannoni occorre dedicarsi agli investimenti nelle risorse umane, sulle reti di distribuzione, sulle alleanze e sui network che permettono anche alle piccole imprese di affrontare i nuovi mercati esteri. Occorre però tornare a guardare al futuro con fiducia”.

Secondo il Direttore infatti si intravedono barlumi di ripresa a cui occorre aggrapparsi per riconquistare questa fiducia: l’euro ha superato il momento più difficile, visto che, sebbene in ritardo, l’Europa ha cominciato ad avviare le azioni necessarie al rilancio dell’economia, che su scala mondiale offre comunque opportunità alle aziende che sanno coglierle, come dimostrano i profitti di chi sa aggredire i mercati esteri in espansione.

“Banca Marche è la banca del territorio, la sua attività è strettamente connessa a quelle delle aziedne locali e la banca soffre insieme alle aziende questa situazione: per questo stiamo sforzandoci di aiutare le PMI locali a fare quei passi necessari per riuscire a ripartire”, continua Goffi.

Il primo passo è, come oramai più volte detto, la fiducia nel futuro e nelle proprie possibilità. Il secondo è ovviamente la possibilità di disporre delle risorse economiche per mettere in pratica le azioni necessarie e Banca Marche sostiene con forza di essere pronta a fare la sua parte: “ci vuole però progettualità da parte degli imprenditori, che devono aprirsi alla banca, con cui devono dialogare e spiegare le proprie idee ed i propri progetti. La banca è disponibile ad ascoltare ed aiutare. L’imprenditore non può pensare di rivolgersi alla banca solo per risolvere i problemi immediati, per pagare le scadenze imminenti alle quali non riesce a far fronte, senza aver una visione di crescita per il futuro”, interviene Costa.

Quindi i soldi ci sono e sono disponibili da subito: “abbiamo 430 milioni di euro pronti ad essere assegnati alle pmi locali, suddivisi su sei plafond , alcuni avviati già da tempo, due appena partiti con 150 milioni”. Ma finora le aziende non si sono fatte avanti: sono stati impiegati solo circa il 10% della disponibilità e la causa di questo “corto circuito” è nella scarsa progettualità e nella mancanza di fiducia.

“Ci rivolgiamo praticamente a tutte le tipologie produttive, in tutti i settori e fino al piccolissimo imprenditore, magari alla massaia che vuol aprire una piccola attività di sartoria. Ci sono tantissimi giovani, molti laureati, che si lamentano dell’assenza di lavoro, ma che potrebbero creare un progetto di vita e di lavoro contando sulle proprie capacità e sul loro impegno. Siamo disponibili ad affiancare loro, come le aziende già avviate, anche nella fase progettuale, aiutandoli nell’elaborazione del business plan, accompagnandoli durante il fase di avvio per monitorare l’andamento e intervenire in caso di scostamento rispetto al percorso elaborato”, riprende Goffi.

Se molti si spaventano perché sanno di avere numeri positivi e garanzie disponibili è Costa ha incoraggiare di tentare comunque: “dopo tanti anni di crisi sono in pochissimi ad avere i bilanci a posto. Non ci si può limitare a loro. A tutti gli altri diciamo di non fermarsi di fronte a questo. L’importante è avere buone idee, dei progetti reali. Oggi le banche devono saper valutare le persone: ha capito questo anche l’Unione Europea. Noi ci impegniamo a fare questo. Valuteremo le persone e le idee”.

Goffi ha poi illustrato i sei plafond disponibili uno ad uno, entrando nel dettaglio.

1) Plafond 100 milioni di euro fondi Bei (Banca europea degli investimenti) per prestiti chirografari e mutui fondiari per investimenti e capitale circolante a tasso variabile e agevolato. Possibilità di accedere al finanziamento con la garanzia dei Confidi, ottenendo condizioni ancora più vantaggiose. Di questo plafond sono stati utilizzati finora solo 5 dei 25 milioni disponibili pwe quest’anno. I restanti 75 milioni saranno resi disponibili nell’anno prossimo non appena sarà stata consumata la prima tranche.

2) Plafond di 30 milioni di euro per imposte e 13esima mensilità per prestiti chirografari a tasso variabile. Possibilità di accedere al finanziamento con la garanzia dei Confidi, ottenendo condizioni ancora più vantaggiose.

3) Plafond di 100 milioni di euro per la nascita di nuove imprese e la creazione di contratti di rete (Youstartup). Possibilità di accedere al finanziamento con la garanzia dei Confidi, ottenendo condizioni ancora più vantaggiose. E’ rivolto ai giovani con meno di 35 anni, alle donne, ai lavoratori che hanno perso il lavoro ed ai cassintegrati. Le prime due categorie la restituzione è in 15 anni mentre per gli altri in 10 anni. E’ stato usato finora pochissimo.

4) Plafond di 50 milioni di euro a favore delle imprese del settore turistico-alberghiero in virtù di un accordo stipulato con la Regione Marche. Possibilità di accedere al finanziamento con la garanzia dei Confidi, ottenendo condizioni ancora più vantaggiose. E’ quello che più ha deluso le aspettative finora di Goffi: finora è stato praticamente inutilizzato. Pochissime, quasi nulle, le richieste di accedere ai finanziamenti da parte degli imprenditori.

5) Plafond di 75 milioni di euro (Progetti Investimenti Italia) per prestiti chirografari e mutui fondiari a favore di progetti di investimento e sviluppo delle imprese, in virtù dell’adesione al relativo protocollo Abi.

6) Plafond di 75 milioni di euro (Smobilizzo Crediti verso Enti Pubblici) per l’anticipazione e lo sconto dei crediti vantati dalle piccole e medie imprese nei confronti della pubblica amministrazione, in virtù dell’adesione al relativo protocollo Abi. Questi ultimi sue sono quelli appena avviati da Banca Marche.

“Vogliamo lanciare questo messaggio di ottimismo alle nostre imprese ed ai nostri giovani. Siamo disponibili ad affiancarli ed accompagnarli verso l’uscita dalla crisi. Per questo li invitiamo ad entrare nelle nostre filiali e chiedere le informazioni su queste disponibilità”, conclude Goffi.



... Il Presidente Lauro Costa ed il Direttore Generale Luciano Goffi
... Il Presidente Lauro Costa ed il Direttore Generale Luciano Goffi


Il Presidente Lauro Costa ed il Direttore Generale Luciano Goffi

Questo è un articolo pubblicato il 15-11-2012 alle 01:54 sul giornale del 16 novembre 2012 - 2532 letture