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Jesi: un Macbeth di grande suggestione sonora e recitativa al Pergolesi

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Macbeth

Con una seguitissima e assai riuscita replica di Macbeth, seconda opera in cartellone, entra nel vivo la quarantacinquesima stagione lirica del Pergolesi.

Semplice, e nello stesso tempo efficace, l’allestimento realizzato da Henning Brockhaus, che ha ripreso molti elementi dal precedente – e mai dimenticato – lavoro di Josef Svoboda.

È nel segno dello scenografo ceco, infatti, che gli spettacoli in programma condividono una grammatica comune per quanto riguarda la scelta dei colori, degli sfondi, fino al magistrale gioco di specchi che hanno fatto dell’arte di Svoboda un vero e proprio “classico” dell’opera lirica. Sulle quinte issate per scandire lo spazio scenico hanno dominato il grigio e il blu ghiacciato, che ben si accordano ai temi principali sviluppati dal capolavoro di Shakespeare: l’opacità della brama di potere, capace di confondere desideri e limiti della condizione umana, convive con il buio delle scene notturne e il freddo delle highlands che ispirarono il Bardo.

Grande personalità si è respirata nella direzione orchestrale del maestro Giampaolo Bisanti, che ha guidato l’Orchestra Filarmonica Marchigiana nell’interpretazione di una partitura assai complessa. Non da meno sono state le voci di Tiziana Caruso (Lady Macbeth), Luca Salsi (Macbeth) e Mirco Palazzi (Banco) che si sono guadagnati numerosi applausi anche a scena aperta. Li attendeva una prova tutt’altro che agevole, vista la varietà di timbri con cui Verdi ha voluto mettere in musica anche le note più cupe dell’animo umano.

Il risultato è stato un Macbeth di grande suggestione sonora e recitativa, che il pubblico ha premiato con una lunga e calorosissima chiamata finale di tutto il cast dello spettacolo.



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Questo è un articolo pubblicato il 14-11-2012 alle 13:15 sul giornale del 15 novembre 2012 - 1839 letture