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comunicato stampa

Fano-Grosseto: favorevoli al progetto Alceo Serafini ed i sindaci dell'Alta Valle del Metauro

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alceo serafini

Sulla Fano-Grosseto intervengono i sindaci dell’Alta Valle del Metauro ed il presidente della Comunità Montana Alto e Medio Metauro, Alceo Serafini.

Ancora una volta i sindaci dell’Alta Valle del Metauro ed il presidente della Comunità Montana Alto e Medio Metauro, Alceo Serafini, si schierano a favore della Fano-Grosseto: “la funzione strategica dell’intera strada dei due Mari, unica vera possibilità di sviluppo per i nostri territori, non può arenarsi di fronte a fantasiose supposizioni o a particolari interessi localistici.

Nonostante il ricorrente e inopportuno rullo di tamburi, ad oggi non risultano assolutamente proposte ufficiali ma soltanto una serie di opinioni e di interessamenti. Quando potremo avere indicazioni ufficiali saremo pronti, come del resto abbiamo sempre fatto, a partecipare serenamente ad un confronto nell’interesse dell’intera collettività provinciale”.

I sindaci e il Presidente Serafini ribadiscono: “siamo l’unico territorio provinciale a non poter godere di una viabilità adeguata che aiuti uno sviluppo che nonostante tutto e con enormi sforzi siamo riusciti a realizzare. Negli anni ci siamo comunque sobbarcati il disagio di continue interruzioni e sospensioni dovute ai tanti contrasti tra i vari livelli istituzionali.

Il dibattitto dal 2010 grazie anche all’interessamento costante del presidente della Provincia Matteo Ricci è stato riportato ad un giusto livello di attenzione. Si è così ottenuto, non solo l’interessamento dei privati, ma si è assistito ad una nuova strategia interregionale e governativa che oggi trova nel bonus fiscale e nel contratto di disponibilità condizioni favorevoli per il completamento dell’opera nell’arco di dieci, dodici anni.

I ruoli che ricopriamo ci rendono sicuri che l’opera debba essere affrontata nella totalità proprio per il ruolo strategico che avrebbe e che tutti le riconosciamo. Rispettiamo le idee e le legittime preoccupazione dei territori ma chiediamo che si tenga ben salda la linea unitaria, fino ad oggi coltivata, di concludere un’opera che è una macchia non solo per i nostri territori ma per l’intera nazione ed il cui inizio si perde ormai nella notte dei tempi.

Si dibatte molto sulla paventata eliminazione di alcune uscite sul tratto esistente e sull’inserimento del pedaggio, senza purtroppo riservare mai una parola a quelle realtà territoriali che la strada l’attendono ormai da più di mezzo secolo e che sono costrette ad estenuanti e costose fatiche per raggiungere i luoghi di lavoro, di studio e di svago.

L’arteria è stata inserita nelle reti transeuropee Ten, che danno la possibilità di accedere ai fondi Bei (contributo del 50% sulla progettazione e 10-20% sulla realizzazione dell’opera). La strada viene quindi considerata come un corridoio tra Spagna-Balcani, in una logica mista terra-mare: un ‘land-bridge’, cioè un ponte sorretto da quattro piloni che sono i quattro porti: Civitavecchia, Livorno, Ancona e Ravenna.

In una logica di solidarietà, forse non sarebbe poi la fine del mondo se pur di vedere collegato l’Adriatico ed il Tirreno, si dovesse porre mano anche ad un piccolo pedaggio”.



alceo serafini

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-11-2012 alle 17:45 sul giornale del 14 novembre 2012 - 1726 letture