counter
SEI IN > VIVERE MARCHE > POLITICA
comunicato stampa

Cardogna, proposta di legge per vietare la ricerca di idrocarburi in mare Adriatico

3' di lettura
1951

adriano cardogna

Il Capo Gruppo dei Verdi in Regione, Adriano Cardogna, ha presentato una proposta di legge alle Camere per vietare tutte le ricerche di idrocarburi nel mare Adriatico. La proposta sarà portata alla Conferenza internazionale che si terrà venerdì 9 novembre a Venezia sulla salvaguardia del nostro mare dalle ricerche di idrocarburi.

Una proposta di legge che vieta la prospezione, la ricerca e la coltivazione di idrocarburi liquidi nelle acque del mare Adriatico prospiciente le Regioni: Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Emilia-Romagna, Marche, Abruzzo, Molise e Puglia; il divieto di prospezione, ricerca e coltivazione dovrà essere applicato anche ai procedimenti autorizzatori avviati e non conclusi alla data di entrata in vigore della legge.

Saranno fatti salvi, fino all'esaurimento dei relativi giacimenti, i permessi, le autorizzazioni e le concessioni in essere, nei limiti stabiliti dai provvedimenti stessi.

Questo quanto stabilisce la Proposta di legge, presentata oggi in Consiglio regionale dal Capo Gruppo dei Verdi in Regione, Adriano Cardogna a tutela del mare Adriatico. “ Un mare - scrive Cardogna nella relazione alla legge - chiuso e poco profondo, inadatto a smaltire le sostanze inquinanti, più simile a un grande lago e già interessato da un forte riscaldamento delle acque, da fenomeni di eutrofizzazione e inquinamento da scarichi industriali e civili apportati dalle aste fluviali che in esso confluiscono.” Solo nell'area del medio - alto Adriatico sono attualmente operative circa 50 piattaforme (oltre a circa 940 pozzi per l'estrazione del gas) prevalentemente di fronte alle coste venete ed emiliane, e diverse piattaforme di estrazione del petrolio nell'area di fronte alle coste marchigiane ed abruzzesi. In Italia, potrebbero diventare operative a breve termine numerose altre piattaforme per l'estrazione di idrocarburi da giacimenti con profondità paragonabile a quella della piattaforma della British Petroleum. Le più recenti scoperte di giacimenti si trovano infatti a profondità superiori a 500 metri.

L’Adriatico non può sopportare tutto questo, è già troppo fragile e qualsiasi ricerca petrolifera si possa fare essa non porterebbe alcun beneficio economico alle Marche ma solo e esclusivamente alle imprese petrolifere. Nessun beneficio economico ma immensi danni al suo ambiente, al turismo che rappresenta il secondo motore di sviluppo marchigiano, al futuro della Macro regione adriatico - ionica.

Già le Regioni dell’Adriatico si sono mosse in questa direzione e venerdì 9 novembre prossimo si terrà a Venezia la Conferenza internazionale delle Regioni Adriatiche dedicata alla salvaguardia delle coste del Mediterraneo dall’estrazione di idrocarburi in mare. Organizzata dalla Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative italiane vedrà la partecipazione dei rappresentanti delle regioni adriatiche delle due sponde a dimostrazione che l’Adriatico rappresenta un bene comune che tutti i Paesi rivieraschi hanno l’obbligo di tutelare. Una trivellazione su una sponda ha degli effetti ambientali anche sull’altra. La proposta di legge, presentata da Cardogna, una volta approvata dal Consiglio regionale sarà trasmessa alle Camere cui spetta la competenza sulla materia.



adriano cardogna

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-11-2012 alle 16:51 sul giornale del 09 novembre 2012 - 1951 letture