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Urbino: ambiente e lavoro, lunedì un convegno con l'onorevole Di Pietro

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Il modello economico della seconda rivoluzione industriale è entrato in una crisi strutturale fortemente intrecciata con le crisi energetica, climatica e ambientale fino a rappresentare una minaccia per la civiltà come la conosciamo oggi.

Ci vuole un nuovo sviluppo industriale rispettoso dei territori, che non snaturi le loro specificità. Partendo da questa considerazione il convegno 'Ambiente e Lavoro. Verso la riconversione ecologica dell'industria italiana' organizzato per lunedì prossimo alle 17, all'aula rossa della Facoltà di Economia di Urbino, vuole essere un momento di riflessione tra rappresentanti del mondo ambientalista come Mauro Bulgarelli – Presidente dell'Associazione 'Sì alle rinnovabili No al Nucleare' e Gian Paolo Cesaretti dell'esecutivo Nazionale del WWF, quelli del mondo del lavoro come Gianni Rinaldini della CIGL nazionale (già segretario generale della FIOM-CGIL), quello universitario rappresentato da Lella Mazzoli – direttore dell'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino e Riccardo Santolini – Responsabile di progetto con delega all'Ambiente dell'Università di Urbino e Roberto Puorro – Presidente della Confederazione degli Studenti ed infine quello politico che vede i contributi di Adriano Cardogna Presidente del gruppo Verdi in Consiglio regionale, Gianluca Carrabs dell'esecutivo nazionale dei Verdi, Lorenzo Tempesta – vicesindaco di Urbino e le conclusioni dell'On. Antonio Di Pietro.

Il dibattito tra la tutela ambientale ed il lavoro è ancora fortemente centrale nelle problematiche politiche nazionali, come ampiamente dimostra il caso dell'ILVA di Taranto ma, rimanendo sul nostro territorio, il punto dolente è la riconversione ecologica dell'API di Falconara.

“La crisi internazionale non è congiunturale, ma di sistema. Occorre – conclude Gianluca Carrabs – un nuovo modello, dopo le rivoluzioni industriali basate su carbone e vapore prima e le tecnologie dell'informazione e comunicazione poi, un modello che poggi sulle nuove forme di energia rinnovabile, l’unico settore della nostra economia che ancora funziona, perché è l’unico allineato al futuro”.



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-11-2012 alle 15:32 sul giornale del 03 novembre 2012 - 2072 letture