Trasporti sanitari: Cecconi CRI risponde alle dichiarazioni del Consorzio Sanitario Europeo

4' di lettura 28/09/2012 - Riportiamo la lettera del Commissario Regionale CRI, Fabio Cecconi, in risposta alle dichiarazioni apparse sulla stampa locale a cura del Consorzio Sanitario Europeo, in merito alla questione dei trasporti sanitari; le notizie pubblicate contengono imprecisioni e falsità e la comunicazione del Dott. Cecconi si rende necessaria al fine di salvaguardare l'immagine e il buon nome della Croce Rossa.

"Con non poco stupore leggo quanto ha affermato il Direttore del CSE in merito al subentro alla CRI nei servizi.

Di cosa stiamo parlando? Ma cosa vogliono questi subentrati – non si sa come – alla Croce Italia Marche che lasciamo anche quel poco che nella provincia di Pesaro stiamo facendo? Ma diamo così tanto fastidio?

Se lo scordino. Anzi la CRI continuerà la sua battaglia, anche sotto il profilo legale, per vedersi riconosciuti quei servizi che ha richiesto nel rispetto della DGR 292/2012.

Per favore, non si tiri in ballo l’idiozia che noi prendiamo sovvenzioni dallo Stato, oramai è una favola che non regge più, la si tira fuori solo quando non si hanno argomenti seri per controbattere.

Si è vero, noi faremo una astensione dai servizi a partire dal 1° di ottobre se la Regione non ci riconosce quanto essa stessa ha legiferato. Ma attenzione, tutti devono sapere che mentre noi prendiamo dei rimborsi sui servizi che sono oramai fermi al 2008, i “privati” come il CSE vengono pagati con importi che rispetto a noi, a parità di servizi, sono in una forbice che va dal 40% sino all’80% più alti.

Certo per loro è facile fare i conti!!! Malgrado ciò Croce Italia Marche è fallita!!! Noi con quei rimborsi non riusciamo più a coprire i costi di quella parte di personale che abbiamo e delle spese correnti. Certo, è così talmente evidente la questione che se noi andiamo a vedere la spesa sanitaria regionale in materia di trasporti, più di un quarto della spesa è solo sulla Provincia di Pesaro dove da 15 anni ci sono solo i privati, le altre 5 provincie, ove la Croce Rossa opera assieme ad altre Associazioni di Volontariato, la spesa è diametralmente opposta. Tanto è che, quando abbiamo fatto noi una proposta di gestione degli stessi servizi, i costi erano inferiori di oltre il 20%. Ma il “sistema Pesaro” è sempre rimasto intoccabile.

Poi vi è addirittura la sfrontatezza di accusarci di presunti accordi sotterranei o chissà quali mistificazioni. Per favore, la Croce Rossa ha sempre agito alla luce del sole senza sotterfugi e favoritismi di sorta, al contrario siamo sempre stati oggetto di esclusioni con ricatti come quelli di tre mesi fa ove ci si consentiva di subentrare alla CIM solo se si assumevano 40 dipendenti il tutto in 48 ore!!! Queste furbizie non reggono!!! Tutto il rispetto per loro, ma a noi quando abbiamo dovuto mandare a casa da un giorno all’altro circa 10 persone non ci ha compatito nessuno. Poi qualcuno ha avuto anche la sfrontatezza di mettere in dubbio la nostra professionalità.

La nostra è una associazione di Volontariato che ha al suo interno anche personale dipendente pagato esclusivamente con gli introiti dei servizi e non con altro. Non siamo avvezzi ad emungere denaro pubblico, siamo avvezzi ad offrire con i Volontari e con i dipendenti servizi altamente specifici e con il massimo della preparazione e con l’aggiunta del valore del volontariato.

Se queste cose e questi valori non vi appartengono, ci dispiace per voi, ma almeno abbiate la compiacenza del rispetto.

Nessuno mette in discussione il diritto di esistere del privato nei servizi, ma altrettanto, nessuno osi toccare il valore del volontariato che in questi decenni ha fatto si che in questa regione si siano dati servizi alla cittadinanza di alto rilievo ed ha costi per la collettività certamente diversi rispetto a quelli che si stanno sostenendo nella provincia di Pesaro".

Il Commissario Regionale
Fabio Cecconi


da Croce Rossa Italiana
comitato provinciale Pesaro-Urbino





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 28-09-2012 alle 17:42 sul giornale del 29 settembre 2012 - 2443 letture

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paolo

28 settembre, 17:59
che tristezza...nessuno ha mai messo in primo piano gli utenti dei "servizi"...i pazienti...i malati!!! Solo una guerra x i soldi... Siamo sicuri di essere in un paese "civile"???

MASSIMO

29 settembre, 09:26
Ho un dubbio .... il maggiore costo vuol dire servizio migliore? Oppure ......