Bugaro: 'Troppi remano contro l’'Energia', fattore strategico dello sviluppo economico'

Giacomo Bugaro 2' di lettura 12/09/2012 - La crisi economica che investe pesantemente l’Italia e con essa la nostra Regione forte di una industria manifatturiera caratterizzata come sappiamo da una componente occupazionale superiore ad altri comparti produttivi, vede le Marche, anche per le piccole e medie dimensioni aziendali che caratterizzano i settori più rappresentativi della sua economia, subire la crisi in modo più accentuato che in altri territori del nostro Paese.

In tale situazione non esiste alcuna certezza di investimenti, né italiani né esteri tali da migliorare la posizione delle Marche già decisamente critica e di retroguardia rispetto alle altre Regioni del Centro e Nord d’Italia. Uno dei fattori chiave accanto al gap della burocrazia ed ai mancati pagamenti della Pubblica Amministrazione, che rendono insostenibile la stabilità, lo sviluppo e la competitività delle nostre imprese ed in particolare di quelle manifatturiere, sono sicuramente i costi dell’energia prodotta ed il suo deficit che nelle Marche è intorno al 50% del suo fabbisogno.

Con il PEAR, la Regione Marche, ha sicuramente sottovalutato il fattore energetico quale componente primario per lo sviluppo economico, ponendo il veto alla costruzione di centrali termoelettriche di medie e grandi dimensioni, ripiegando su impianti di energia alternativa (eolico, fotovoltaico e biomasse) di piccole e medie dimensioni in termini di produzione di energia elettrica.

Tuttavia anche questo percorso di per sé miope ed insufficiente andrebbe realizzato senza che forze politiche, associazioni e comitati vari frapponessero continui ostacoli, affinché le Marche non perdessero definitivamente ogni minima possibilità di sviluppo futuro dovuto all’assenza di una pur modesta strategia nel settore energetico, con pesanti ricadute sul piano economico ed occupazionale e cosa ancor più grave l’eventuale trasferimento delle attività produttive in Paesi ove il costo dell’energia è decisamente inferiore. E’ inaccettabile che per la seconda volta in maniera trasversale alle forze politiche, l’Assembla Regionale abbia votato ieri 11 settembre contro il rilascio dell’autorizzazione per l’apertura delle centrali a biogas o biomasse, centrali sicuramente ecologiche e dunque positive sul piano ambientale (come afferma Davide Tabarelli Presidente di Nomisna Energia) e valide sul piano della sicurezza sicuramente più di altre centrali di tipo e dimensioni diverse.

Non vi è dubbio che se è compito delle forze politiche ascoltare con rispetto e valutare attentamente le “voci” e le istanze che provengono da più parti delle società civile, variamente impegnate in Comitati ed Associazioni, è pur vero che le stesse forze politiche debbano operare guidate da un superiore interesse di tutta la comunità amministrata e nello stesso tempo tenere conto della rappresentatività dei vari soggetti proponenti, spesso costituiti da piccoli gruppi che intendono imporre su problematiche ampie le loro particolari visioni.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-09-2012 alle 17:34 sul giornale del 13 settembre 2012 - 1883 letture

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