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Jesi: arrestato imprenditore, complice nella rapina del secolo

Carabinieri di Jesi 1' di lettura 23/08/2012 - Si tratta di Simone Marasca, 41 anni, titolare di un’azienda di movimento terra. Aveva denunciato agli inizi dell’anno scorso il furto di una ruspa: la stessa che poco dopo fu utilizzata per il colpo messo a segno l’8 marzo del 2011 ai danni dell’azienda orafa Salp a Poggio Bagnoli, nel comune di Pergine Valdarno, in provincia di Arezzo, che fruttò un quintale e mezzo d’oro.

Per mettere a segno l’impresa che fu ribattezzata dalla cronaca come il furto del secolo la banda non andò per il sottile e bloccò l’intero abitato chiudendo le strade d’accesso con mezzi comunali rubati dal magazzino municipale e demolì l’edificio con la ruspa dopo averci montato un martello pneumatico. Nella fretta di fuggire con il cospicuo bottino i ladri non si preoccuparono di recuperare i 44 kg d’oro persi lungo la strada.

A novembre furono arrestati per il colpo 3 pugliesi, uno dei quali, si legge nelle cronache dell’epoca fu rintracciato grazie ad un prelievo di dna all’interno di uno dei mezzi usati e poi abbandonati, permettendo così di risalire ai complici. Oltre ai tre arrestati scattarono 6 denunce, fra cui proprio Marasca, che già all’epoca fu sentito sulla vicenda dagli inquirenti.

Giovedì è scattato anche per lui l’arresto ad opera dei Carabinieri di Jesi. Marasca pur non avendo preso parte fisicamente al colpo è accusato di concorso essendosi occupato della fase logistica, compreso il reperimento dei mezzi necessari, in particolar modo la sua ruspa, poi ritrovata abbandonata sull’autostrada.






Questo è un articolo pubblicato il 23-08-2012 alle 21:48 sul giornale del 24 agosto 2012 - 2529 letture

In questo articolo si parla di cronaca, carabinieri, paolo picci

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