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Lavanderie a gettoni, proposta di legge regionale di Marangoni

Enzo Marangoni 2' di lettura 04/08/2012 - In un periodo di crisi come quello attuale che pesa anche sulle piccole e medie imprese e sul settore del commercio, ci sono attività che vedono, per la presenza di una concorrenza sleale, l’ulteriore aggravarsi della loro situazione economica.

Ad esempio, nel caso delle tintolavanderie, normate dalla legge 22 febbraio 2006, n. 84 e dalla recente legge regionale 5 dicembre 2011 n. 25, risulta sempre più evidente questo tipo di problema legato all’apertura di numerose lavanderie cosiddette “self service”, le quali sono regolate dalla normativa sul commercio ma non dalle leggi, nazionale e regionale, appena menzionate.

Il trend negativo, legato alla diminuzione di tintolavanderie sull’intero territorio nazionale, dal 2001 al 2011 è risultato pari al 36% con un’inevitabile diminuzione del numero di addetti pari a 15.000 unità.

Se la recente legge regionale n. 25/2011 intende regolamentare la professione legata all’esercizio delle tintolavanderie la presente proposta intende sopperire ad una mancanza e conseguentemente alla tutela di chi possiede tale tipo di attività ma anche verso chi possiede ed esercita legalmente l’attività di lavanderia a gettone.

Infine il mancato rispetto delle norme in materia sanitaria specificamente previste per le tinto lavanderie, nonché la presenza di personale e la mancata comunicazione del responsabile tecnico, come previsto dalla legge n. 84/2006, configurano l’esercizio abusivo dell’attività di tinto lavanderia da parte delle lavanderie self service.

L’articolo 1 definisce le caratteristiche e le modalità di utilizzo delle lavanderie self service.

L’articolo 2 esprime, a tutela delle tintolavanderie artigiane disciplinate dalla Legge Regionale n. 25/2011, il tassativo divieto di impiego di personale all’interno di questo tipo di attività e il divieto, per quei furgoni che raccolgono o consegnano capi da lavare, di sosta o fermata nonché di pubblicità fonica, nelle immediate vicinanze delle tintolavanderie artigiane.

L’articolo 3 esplica le competenze in materia assegnate ai Comuni.

L’articolo 4 assegna ai Comuni le funzioni di vigilanza e di controllo sulla regolarità di tenuta e di esercizio delle lavanderie a gettone.

L’articolo 5 definisce le sanzioni e le disposizioni per la relativa modalità di applicazione.

L’articolo 6, per quanto non previsto dalla presente proposta di legge, detta ulteriori disposizioni contenute nella legge regionale n. 27/2009.

Nel pdf gli articoli in questione.


da Enzo Marangoni
Consigliere Regionale
Libertà ed Autonomia - Noi Centro






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 04-08-2012 alle 23:33 sul giornale del 06 agosto 2012 - 2460 letture

In questo articolo si parla di politica, Enzo Marangoni

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