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Sanità: Bologna (Pdl), “la logistica dell'Area Vasta 2 a Jesi. Spacca pensa solo al terzo mandato”

Pietro Bologna 3' di lettura 02/08/2012 - La logistica territoriale dell'Area Vasta 2 deve essere a Jesi, non si scappa. Lo dichiara a chiare lettere Piero Bologna, coordinatore del PdL di Jesi, ricordando che l'indirizzo espresso dalla regione Marche di fare di Fabriano la sede di Area Vasta genererà prima di tutto disagi per l'utenza dei servizi sanitari.

“Una spesa insensata: – aggiunge Bologna – spendere 3,5 mln di euro solo per il previsto acquisto dello stabile ex-Antonio Merloni a Fabriano da destinare a centro amministrativo unico dell'Area Vasta 2. Oltre ai costi di ristrutturazione, ancora non quantificati, ma sicuramente consistenti: non sarà un lavoro da poco convertire uno stabilimento industriale in sede amministrativa del servizio sanitario. Spesa tanto più insensata se si pensa che a Jesi esiste già una struttura adeguata e che con interventi di poco conto può essere portata a svolgere la stessa funzione e senza andare ad influire negativamente sulla vita dei dipendenti residenti a Jesi, Osimo, Senigallia”.

Per Bologna infatti, ad oggi, “è incerta l'entità della spesa finale di fondi pubblici, non si sa chi saranno gli amministrativi che verrebbero trasferiti a Fabriano, che tipo di qualifiche avranno rispetto ad oggi”.

Bologna denuncia anche il rischio di assunzioni indiscriminatamente tutte “Made in Fabriano”: “L'operazione appare tutta come un favore agli amici del governatore Spacca, con l'intenzione di trasformare il fabrianese da distretto dell'elettrodomestico a distretto delle assunzioni, visto com'è andata con operazioni analoghe effettuate da Spacca negli ultimi anni”.

“Capisco le difficoltà del territorio di Fabriano e convengo che vada aiutato concretamente”, dice ancora Bologna, “ma perchè per far questo devono rimetterci i cittadini di Jesi o Senigallia o di altre utenze?”

Tanta disattenzione per le sorti di Jesi sono il frutto di non aver eletto in Regione un consigliere dai tempi di Melappioni, che da suo non ha fatto niente per la sua città, afferma Bologna: “A questo si legano le altre questioni in sospeso – aggiunge – come la volontà di continuare a Jesi l'anacronistico progetto dell' "ospedale modello", che è servito solo per spendere ulteriori soldi, ma rimane inattuabile”.

Che fine faranno tutti i reparti di Jesi, si chiede Bologna: “Resteranno autonomi o saranno accorpati, o spostati, con la perdita di servizi per i cittadini? Belcecchi non fece nulla quando si cominciò a parlare di Area Vasta, già alcuni anni fa e sicuramente Melappioni aveva concordato qualcosa con la Regione, che ora, dopo la sconfitta elettorale del PD, è pronta a vendicarsi sulla cittadinanza di Jesi”.

“Gian Mario Spacca sta solo replicando il modello di Aristide Merloni, che invece di assumere solamente gli elettori dov'erano gli stabilimenti, portava gli stabilimenti dove c'erano gli elettori”, chiosa Bologna: “Una mentalità che ha portato negli anni a tenere in piedi strutture come l'interporto, che non hanno più ragione di essere. Vien da pensare che Spacca non pensi alla salute di tutti i marchigiani, ma solo a buttare le basi per avere credito per la sua candidatura di terzo mandato alla presidenza della Regione Marche”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-08-2012 alle 18:38 sul giornale del 03 agosto 2012 - 1752 letture

In questo articolo si parla di attualità, Pdl Jesi, Pietro Bologna

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