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Spending review e farmaci generici, Fimmg: 'Così si mette a rischio la salute dei cittadini'

Ricetta medica 2' di lettura 01/08/2012 - "Un provvedimento inutile e demagogico, potenzialmente pericoloso per la salute dei cittadini".

Non usa mezzi termini Massimo Magi, Segretario della Fimmg ( Federazione Italiana Medici di Medicina Generale) delle Marche, per commentare l'ultima stoccata della spending review sulla spesa sanitaria, quella per cui da ora in poi i medici potranno scrivere nelle ricette i nomi dei farmaci solamente in casi specifici e giustificati, lasciando come prioritaria l’indicazione del principio attivo di cui i loro pazienti avrebbero bisogno. Una misura che, oltre a dare pochi risultati sul fronte del risparmio pubblico, secondo i medici di medicina generale rappresenta un rischio concreto per la salute.

"Anche con le modifiche apposte dal maxiemendamento di ieri, per cui il medico può indicare in alcuni casi anche il nome del farmaco, la sostanza del provvedimento non cambia molto e la prescrizione potrebbe risultare di difficile applicazione così concepita - spiega Magi – Dobbiamo sempre ricordare che il principio attivo non è l’unico elemento nel farmaco, ma ad esso sono associati degli eccipienti che possono cambiare di prodotto in prodotto e che non restano inerti. Ciò significa che io medico posso prescrivere un certo principio attivo per una determinata terapia, ma se poi non mi è data la possibilità di indicare un farmaco piuttosto che un altro sulla base della conoscenza diretta del paziente, questi corre il rischio di assumere farmaci i cui eccipienti potrebbero recargli danno".

In altre parole, i farmaci sono tutt'altro che equivalenti tra loro e per prescrivere quelli giusti occorre conoscere sia i prodotti che la storia clinica di ogni singolo paziente. Una prerogativa che è del medico. "Questa norma - continua Magi - interrompe il ciclo terapeutico e non consente di garantire l'esito finale della cura. Così viene meno il filo rosso del rapporto paziente-medico, che è fondamentale per tutelare la salute". Il tutto, tra l'altro, senza che ci sia una contropartita significativa sul fronte del risparmio, poiché il provvedimento andrebbe ad incidere su un'entità di spesa modesta, al di sotto del 13% della spesa sanitaria nazionale.

"Certamente dobbiamo leggere meglio i contenuti del provvedimento e capire nei dettagli quanto andrà a modificare nei fatti la pratica medica - conclude Magi - La medicina generale deve però fin d'ora dare una risposta etica contro una norma che può mettere a rischio il diritto alla salute di ognuno, perché si inserisce su norme già farraginose in questo senso: Paesi come la Germania, che usano largamente i farmaci generici, possono permetterselo perché hanno una regolamentazione molto più chiara, con liste predefinite di farmaci nelle quali scegliere quello più idoneo".






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-08-2012 alle 23:17 sul giornale del 02 agosto 2012 - 3036 letture

In questo articolo si parla di politica, medico, spending review, Fimmg Marche, farmaci generici

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