Ciccioli (Pdl) sul caso amianto: la legge a Macerata è diversa da Ancona

Carlo Ciccioli 4' di lettura 25/06/2012 - L’On. Carlo Ciccioli ha presentato un’interrogazione parlamentare nella quale chiede al Ministro della Giustizia, Paola Severino, affinché adotti provvedimenti per una razionalizzazione ed omogeneizzazione dei tempi della giustizia in tutto il Paese per evitare che diversa struttura dei tribunali e delle loro tempistiche di azione possano incidere sull'uguaglianza sostanziale del trattamento dei cittadini.

L’interrogazione infatti riporta il caso dei dipendenti residenti nella provincia di Macerata della ex Nuova Pignone di Porto Recanati i quali, sottoposti per diversi anni al rischio amianto, così come i colleghi residenti ad Ancona, nel 2007 hanno presentato ricorso al Tribunale competente per veder riconosciuti i propri diritti pensionistici in base alla legge 257 del 1992, che prevede che per ogni anno lavorato in condizione di rischio amianto il lavoratore abbia diritto ad un incremento dell'anzianità contributiva in base ad un coefficiente di 1,5 punti.

Tuttavia, mentre i colleghi di Ancona che si sono rivolti al tribunale competente per territorio hanno visto riconosciuti i loro diritti entro un tempo ragionevole, i dipendenti che si sono rivolti al Tribunale di Macerata sono ancora in attesa di giudizio.

Di seguito il testo dell’interrogazione, che attende risposta scritta del Ministro.

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-16067 presentata da

CARLO CICCIOLI

Al Ministro della giustizia.

Per sapere - premesso che:

lo stabilimento della INSO SpA - NUOVO PIGNONE di Porto Recanati (Macerata) è nato negli anni Sessanta (1962) come divisione prefabbricati del gruppo ENI ed è appartenuto, sino al maggio 2002, alla società caposettore NUOVO PIGNONE (per il 60 per cento) all'AGIPPETROLI (per il 20 per cento) e alla SNAM (per il 20 per cento) per poi essere ceduto alla G.I.&E. - Ghergo Industry & Engeneering - Spa, azienda specializzata nell'esecuzione di impianti elettrici ed elettrostrumentali in complessi civili ed industriali;

tra il 1962 e il 2002, la INSO SPA - NUOVO PIGNONE, si è specializzata nel settore della costruzione di edifici prefabbricati, in diversi settori quali edilizia ospedaliera e sanitaria, edilizia scolastica, palazzi ed uffici per uso commerciale, edilizia civile, edifici industriali stazioni di servizio eccetera, tutti realizzati con un metodo costruttivo integrato basato sulla progettazione multidisciplinare e sull'utilizzo di sistemi costruttivi modulari prefabbricati, adattabili a diverse esigenze;

tra il 1962 e il 1998, lo stabilimento di Porto Recanati ha prodotto componenti e manufatti per il settore edile e industriale in amianto ed in particolare ha realizzato unità attrezzate e preassemblate, stazioni di servizio, chioschi, componenti edilizi semplici e complessi di carpenteria metallica, pannelli termoisolanti;

il ciclo produttivo in quegli anni si svolgeva in tre distinti reparti dello stabilimento: LAPA (lavorazione pannelli), in cui si procedeva allo scarico delle pile di pannelli in amianto ed al taglio degli stessi secondo le dimensioni richieste, ALLU (lavorazione alluminio) in cui si procedeva alla lavorazione dei profilati in alluminio necessari per l'assemblaggio dei pannelli coibentati con lastre di amianto e LAFE (lavorazione ferro) in cui si procedeva alla saldatura dei manufatti, all'assemblaggio dei manufatti con lastre e stuoie in amianto e di guarnizioni in amianto su diverse strutture quali tubature, condutture, colonne e altro;

nel 2003 una relazione del dipartimento prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro dell'Asur 8 di Civitanova Marche (Macerata), redatta dal responsabile dottor Roberto Calisti, attesta che negli anni '60-'70-'80 dello scorso secolo nello stabilimento INSO - NUOVO PIGNONE gli operai addetti alla produzione dei manufatti furono sottoposti all'esposizione delle polveri di amianto;

in base alla legge 257 del 1992, che prevede che per ogni anno lavorato in condizione di rischio amianto il lavoratore abbia diritto ad un incremento dell'anzianità contributiva in base ad un coefficiente di 1,5, nel 2007 gli operai della ditta INSO - NUOVO PIGNONE, hanno promosso ricorso presso i tribunali di competenza per vedere riconosciuti i propri diritti;

gli ex dipendenti INSO - NUOVO PIGNONE residenti nella provincia di Ancona che dal 2007 hanno promosso ricorso presso il foro competente di Ancona hanno ottenuto già dal 2009 il riconoscimento dei propri diritti (ultima sentenza è del 2011, altri sono in attesa d'udienza);

gli ex dipendenti residenti nella provincia di Macerata che, sempre nel 2007, hanno promosso ricorso presso il Foro competente (Macerata) sono ancora tutti in attesa di giudizio;

la vicenda in esame rappresenta un caso emblematico di come la diversa organizzazione dei diversi tribunali possa incidere sull'uguaglianza sostanziale sul trattamento dei cittadini -:

se non ritenga di dover adottare iniziative normative per una razionalizzazione ed omogeneizzazione dei tempi della giustizia in tutto il Paese.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-06-2012 alle 16:20 sul giornale del 26 giugno 2012 - 1271 letture

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