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Confindustria: il saluto del presidente uscente Andreani

Paolo Andreani 6' di lettura 22/06/2012 - Sono passati esattamente 1.091 giorni dalla mia elezione a Presidente di Confindustria Marche, è stata una lunga maratona confindustriale e voglio sottolineare che la vita associativa mi ha ulteriormente arricchito come uomo e come imprenditore.

E' stata una bella esperienza a volte anche dura, impegnativa, straordinariamente profonda, con soddisfazioni e qualche amarezza per quello che non si è potuto o voluto realizzare. E' stata comunque un esperienza unica che mi avete fatto vivere. Ottima è l’occasione per ringraziare i Vice Presidenti, da Casali a Pagliano, Ottavi, Bucciarelli e Santori ed i loro Direttori, gli altri miei Vice Presidenti della Piccola Industria Mancini e dei Giovani Mascarucci, tutto il Consiglio Direttivo, i componenti la Giunta, gli imprenditori associati, il Direttore Paola Bichisecchi che si è particolarmente prodigata e tutta la struttura, inserisco infine i miei famigliari, mia moglie e le figlie che mi hanno supportato nei miei impegni e sopportato nei momenti più caldi e mia Madre 92 enne che seguiva il mio impegno attraverso la stampa. Ribadisco un concetto sulla Presidenza, che dovrebbe essere valido in assoluto, qualunque essa sia! Prendendo esempio dalle regole del nostro sistema Confindustriale la Presidenza deve ruotare, quindi con un incarico a termine, senza compensi o gettoni di presenza, vissuta non per un’ambizione personale, ma come una missione. Presidenza che spero di aver onorato con impegno e dedizione , rispettando la scelta che gli imprenditori marchigiani hanno fatto tre anni fa eleggendomi. Approfitto di questa mia ultima occasione per fare alcune considerazioni flash che ritengo basilari per il nostro futuro.

Ricordo che Confindustria ha un grande ruolo da svolgere e per farlo deve rimanere unita, deve anteporre la credibilità del sistema a tutto, anche all'orgoglio personale. Qualche volta capita che troppa superbia mini questa unione e per tale debolezza rischiamo di farci sottovalutare dalle Istituzioni che vorrebbero che non contassimo quanto meritiamo e scimmiottare da chi vorrebbe sostituirsi a noi.

Una volta, purtroppo molto tempo fa, la politica affidava le scelte produttive agli imprenditori perché meritevoli e competenti in materia; ora assistiamo a progetti e programmi realizzati senza che le imprese siano state informate e le conseguenze che sta pagando l’intera collettività sono evidenti. Avere nostalgia degli anni 70 è veramente triste, allora la cosa importante era avere lavoro, si cresceva e si facevano anche nuovi investimenti, era tutto più semplice, poca burocrazia, eravamo orgogliosi e gratificati per quello che realizzavamo, supportati dall’ambiente che ci circondava, che ci aiutava ed incoraggiava a continuare.

Così hanno fatto tantissime aziende del territorio che hanno reso famose le Marche come la regione più manifatturiera e produttiva d’Italia. I tempi purtroppo sono cambiati, la politica con la burocrazia ha preso il sopravvento: non solo non si creano nuove aziende ma ci sono veri problemi per mantenere in vita quelle nate con sacrifici negli ultimi trent’anni. In proposito è importante che le scelte sull’export le faccia anche Confindustria. Questa purtroppo è la realtà. Qualche politico sussurra all’orecchio: che aspetti? Fatti furbo, delocalizza. Molti di noi vogliono restare ma e' noto che uno dei nostri principali obiettivi per poter sopravvivere rimane la crescita legata alla maggior produttività, perché dobbiamo cercare di far ritornare il nostro livello produttivo alla pari dei nostri migliori concorrenti internazionali.

Nel DL presentato negli ultimi giorni in Consiglio dei Ministri ci sono alcuni provvedimenti utili per lo sviluppo. In particolare come Confindustria abbiamo apprezzato le misure in materia di infrastrutture, di project bonds, di efficienza energetica e di riqualificazione degli edifici. Riteniamo altresì importanti gli interventi per ridurre i tempi per la giustizia civile. Auspichiamo che altre misure, peraltro attese e considerate fondamentali per la crescita siano assunte a breve. Un problema grave rimane quello della Pubblica Amministrazione. Chi ci governa deve rendersi conto che c’è una malattia da curare che è molto grave ma se si vuole si può. Fino ad oggi il paese è stato caricato solo di maggiori tasse che abbiamo fino qui accettato a condizione però che tale rigore venga confermato da pari comportamento nei tagli della spesa nella Pubblica Amministrazione ma che sono stati più volte solo annunciati!!!

Anche nel nuovo Governo avvertiamo una situazione che comincia a non piacere: troppi ripensamenti e tentennamenti, troppi frequenti rinvii proprio su progetti a favore della crescita, forse troppe le interferenze sul Governo che paralizzano il Paese. Quando si parla di infrastrutture carenti non ci riferiamo solo a strade, autostrade, ferrovie ed aeroporti -che comunque carenti sono- ma anche all' Energia ai collegamenti attraverso l’ADSL e le fibre ottiche dove in alcuni casi “siamo ancora nella preistoria”.

Se veramente desideriamo che si torni ad investire nel nostro paese come accadeva nel passato occorre che il Governo non sia più il socio occulto delle imprese prelevando il 68% dei proventi e venga eliminata o almeno semplificata l’attuale burocrazia. Ci auguriamo che la Regione Marche , con cui stiamo lavorando per una legge di semplificazione, accolga i nostri contributi volti a dare segnali concreti di alleggerimento burocratico sulle imprese, Sono tante le materie per noi rilevanti: dall’ambiente, all’urbanistica e al governo del territorio, fino alla disciplina dei singoli settori su cui abbiamo già fornito precise proposte.

Per questo chiediamo una legge annuale di semplificazione, con cui aggiornare e semplificare l’intero impianto normativo regionale. Purtroppo la politica ha problemi veri, che non sto nuovamente ad elencare, ma che deve risolvere e non lo fa; ha perso anche la nostra fiducia. Noi dobbiamo pretendere che avvenga un grande cambiamento e se serve dobbiamo anche trascinare la politica a farlo. L’inefficienza della pubblica Amministrazione e la sua burocrazia può segnare definitivamente il nostro ineluttabile declino sociale ed economico. La difficoltà del momento ed il forte impatto della globalizzazione rendono evidente la necessità dell’impresa di poter contare su un forte sistema di rappresentanza, dando un ruolo crescente al momento associativo nel costruire le condizioni per la competitività.

Ciò comporta che anche la struttura di Confindustria vada in tal senso rivista per renderla maggiormente efficiente ed adeguata ai tempi. Occorre che tra i tanti progetti in atto in tema di semplificazione, anche Confindustria prosegua dunque l’azione di ristrutturazione volta a migliorare l’efficienza e ridurre i costi. Tutti insieme dobbiamo collaborare sia per accorpare che migliorare i servizi. In questo ruolo, oltre ai Presidenti, è indispensabile il contributo dei Direttori che può diventare determinante per raggiungere tali obiettivi permettendo di unificare le gestioni ed iniziative con le altre territoriali accorpando servizi e funzioni. Infine rivolgo un saluto alle Istituzioni, alle Forze dell’Ordine, ai colleghi delle altre Associazioni di categoria, ai responsabili delle Organizzazioni Sindacali, al mondo del Credito.

All’amico Nando Ottavi, candidato alla Presidenza di Confindustria Marche, faccio tanti auguri di Buon Lavoro certo che presiederà con sapienza e capacità, assolvendo tale prestigioso impegno.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-06-2012 alle 18:28 sul giornale del 23 giugno 2012 - 1614 letture

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