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Staffolo: i Carabinieri bloccano banda di truffatori che agivano online

I Carabinieri di Staffolo 4' di lettura 10/06/2012 - E’ servita una complessa attività di indagine, condotta dai Carabinieri della Stazione di Staffolo , diretti dal Maresciallo Pasquale Cerfolio, in stretta collaborazione con il vice Comandante della Stazione Maresciallo Antonio Pinca, per arrivare ad individuare i componenti di una vera e propria organizzazione, composta da 3 persone residenti in tre diverse località del Nord Italia, specializzata nelle truffe online.

I tre, tutti di nazionalità straniera: T.M. rumena di 37 anni, residente a Cesano Maderna (MB), G.M.E.S. di 37 anni cittadino del Benin residente a Casale Monferrato (AL) e D.B.S. nigeriano residente a Vicenza, mediante annunci su siti specializzati in vendite di oggetti, anche di ingente valore, sono riusciti a truffare varie persone nella zona della Vallesina ma anche in campo nazionale. Per il momento ai tre è stato contestato il reato di truffa in concorso.

Le indagini partono nel mese di agosto del 2011, quando un agricoltore di Staffolo si rivolge ai Carabinieri per denunciare la truffa subita. All’epoca l’uomo, dovendo acquistare due macchine operatrici, cominciò una sistematica ricerca in rete su vari siti specializzati, in particolar modo controllando le inserzioni pubblicate su vari “negozi virtuali”, fino a porre la sua attenzione in uno specifico annuncio. L’agricoltore preso contatto con il venditore, che a sua volta lo mette in comunicazione anche con il trasportatore che avrebbe dovuto consegnare la merce a Staffolo, prosegue la trattativa finché si convince della genuinità dell’offerta e versa la somma di € 6.000 in un conto di una banca con sede a Londra come acconto. Da quel momento si perde ogni traccia del venditore che non risponde più agli inutili tentativi di contatto telefonico sia ai numeri fissi che a quelli mobili, tramite i quali la trattativa si era avviata. Così alla vittima non rimase che rivolgersi ai militari.

Le indagini effettuate dai Carabinieri hanno permesso di risalire ad una donna di origine romena, abitante nel Nord Italia, risultata intestataria delle utenze telefoniche ed indirizzi IP mediante i quali i potenziali venditori e trasportatori hanno portato avanti la trattativa con il truffato. Otre alla donna sono state individuati altri 3 soggetti a carico dei quali sono in corso ulteriori accertamenti. Per mettere in atto la truffa la banda si è appoggiata ad una rete di numeri telefonici sia mobili che fissi gestiti da operatori di telefonia stranieri.

Una truffa analoga fu messa in atto nel marzo del 2012 ai danni di un altro agricoltore di Staffolo che doveva acquistare un trattore. Le modalità della truffa sono identiche: un sito dove si pubblicizza il mezzo, numeri di telefono per contatti diretti, a cui l’agricoltore si rivolge, le trattative di tipo rassicuranti e con massime garanzie, l’invito a versare l’acconto per il trasporto del bene a Staffolo, questa volta di soli € 400. Anche in questo caso dopo il versamento della somma i telefoni dei venditori diventano muti.

In questo caso i Carabinieri sono risaliti ad un cittadino del Benin e uno della Nigeria abitanti nel Nord Italia, ma dell’organizzazione potrebbero far parte altri oggetti in corso di identificazione.

I Carabinieri nel corso delle indagini hanno acquisito e sequestrato varia documentazione riconducibile ai tre denunciati ed ad altri soggetti il cui ruolo nelle truffe è in fase di ricostruzione.

Sono in corso ulteriori accertamenti al fine di appurare se oltre ai casi di truffe scoperte possono esserci altri simili che non sono state denunciate alle forze di polizia.

A seguito di tale ennesima truffa tramite la rete l’Arma dei Carabinieri raccomanda a chi volesse far acquisti su siti internet di fare particolare attenzione e non lasciarsi abbindolare da prezzi vantaggiosi o da rassicuranti promesse, infatti in molti di questi casi dietro il computer si nascondono truffatori che si arricchiscono con tali espedienti a danno di onesti cittadini e comunque in ogni caso prestare particolare attenzione e versare il denaro solo mediante soluzioni sicure offerte da taluni operatori: ad esempio affidarsi a quelle procedure che prevedono la consegna del denaro versato al venditore dopo che l’acquirente ha comunicato di aver ricevuto il bene.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-06-2012 alle 22:28 sul giornale del 11 giugno 2012 - 1445 letture

In questo articolo si parla di attualità, paolo picci

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