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Porto Sant'Elpidio: Successo per May Day, intervista a Dario Brunori

8' di lettura 31/05/2012 - Sabato 26 e Domenica 27 Maggio 2012 c/o il centro storico di Sant’Elpidio a Mare si è svolta la terza manifestazione May Day. Scopo dell’evento era riempire la piazza del comune e vicoli limitrofi con gruppi musicali, cantanti e giocolieri di strada e, così è stato.

Un’iniziativa a dir poco riuscita e colmata di tanti giovani, famiglie e ammiratori che hanno potuto assaporare per due giorni la bellezza di tanti artisti esordienti pressoché provenienti dalla nostra regione.

Il tutto completamente gratis, è stato organizzato dall’associazione culturale GamLab nata nel 2010 proprio per sopperire e far rinascere il centro cittadino.
Inutile sottolineare che anche il nuovo sindaco Terrenzi, ha accettato e valorizzato questa iniziativa appena trascorsa.

Tra i tanti musicisti che hanno partecipato, si ricordano in modo particolare Il Pan del Diavolo, Di Martino e Brunori Sas, gruppi a dir poco famosi e molto conosciuti sia in campo nazionale che estero.

Da sottolineare infine la presenza della marchigiana Lucia Sagretti di Tolentino nella band appunto dei Brunori Sas “nelle vesti” di suonatrice di violino, auspicando un grande senso di responsabilità e impegno.

Di seguito viene riportata l’intervista a Dario Brunori, leader del gruppo appena citato effettuata a fine concerto.

Lorenzo: Caro Dario innanzitutto ti ringraziamo da tutta la redazione di Vivere per aver accettato questa intervista e partiamo subito con la prima domanda:
Sappiamo che fin da piccolo sei vissuto in un piccolo paese, Guardia Piemontese e, hai trascorso la tua adolescenza strimpellando assoli e suonando musica ipertecnica. Come hai vissuto il momento di archiviare questo genere di musica e sostituirlo con un altro totalmente differente? Hai buoni ricordi di quel periodo?
Dario: In realtà è stato tutto abbastanza naturale. E’ vero ora stiamo lavorando con la band in una direzione che è differente da quella di diversi anni fa, però penso che nella vita di tutti i giorni, come in quella musicale e artistica, ci sono cicli che si ripetono, dei corsi e ricorsi. Si inizia in un modo e poi si ritorna a fare qualcosa che si avvicina a quello fatto precedentemente ma con una consapevolezza differente.

Lorenzo: Andando più avanti con il tempo hai frequentato l’università in Economia, hai concluso gli studi e, hai iniziato a suonare nei primi gruppi (rispettivamente il Collettivo Minuta e i Blume) incidendo nello stesso tempo anche il tuo primo disco con “In tedesco vuol dire fiore”. Cosa sai dirci di tale compilation?
Dario: In questo periodo ricordo sicuramente che vi era l’entusiasmo di realizzare qualche cosa perché quando suoni per molto tempo il tutto può rimanere semplicemente una passione da cameretta, da stanzetta. Noi quegli anni abbiamo cominciato a fare dei dischi, ad avere materialmente un album, eravamo felici. Io ho appreso diverse nozioni riguardo la discografia, un mondo che poi in futuro sono riuscito a conoscere ancor meglio. Sono stati quegli anni dove ho conosciuto persone con cui adesso lavoro a livello discografico.

Lorenzo: Quindi Parliamo anche di Di Martino, Dente e vari altri?
Dario: No, loro li ho conosciuti successivamente penso più che altro Matteo Zanobini dell’etichetta discografica e altri personaggi che all’inizio “se si può chiamare carriera” mi hanno indirizzato, mi hanno dato una direzione.

Lorenzo: Nel 2009 arriva il primo concerto dei Brunori Sas che prende esempio dal cementificio della tua famiglia con a seguire la vittoria di diversi premi musicali come quello Ciampi e Tenco. Ti aspettavi così tanto successo?
Dario: Vorrei precisare che la nostra azienda non è un cementificio, su Wikipedia vi è un errore, noi abbiamo sempre costruito solo mattoni, il cemento non l’abbiamo mai trattato. Noi siamo per il mattone, anche le mie canzoni tra l’altro sono dei bei mattoni (ride ndr). Mi aspettavo più successo a dire la verità anzi ancora ne ho avuto poco rispetto alle mie previsioni. Pensavo di vincere almeno 2-3 premi mondiali e un oscar, però ancora non ci sono riuscito anche perché stranamente non esiste un oscar come miglior canzone ma quando lo inventeranno sicuramente sarò io il primatista (ride ndr).

Lorenzo: L’arrivo del 2011 segna l’inizio di un nuovo album “Poveri Cristi”, a tratti dal punto di vista musicale, non molto diverso dal primo ma nello stesso tempo ricco di molte riflessioni. Di solito quando scrivi ti ispiri ad eventi accaduti veramente o è tutta pura fantasia?
Dario: E’ ovvio che quando scrivi una canzone prendi ispirazione da qualcosa che ti ha sicuramente suggestionato o che ti ha colpito sotto i tuoi occhi: un frammento, una scena, un piccolo evento o addirittura un momento di vita altrui. Tutto può darti un’idea. Si può immaginare una storia anche da un solo scambio di sguardi e da qui si scrivono canzoni. Alcuni sono avvenimenti realmente accaduti ma ovviamente lascio (fortunatamente) uno sprazzo per la mia fantasia e di quello che ascolta. L’ideale sarebbe scrivere e nello stesso tempo comunicare agli altri un sentimento o una riflessione che magari non faceva neanche parte della tua vita.

Lorenzo: Pensi davvero che si riesce ad andare a bere con la propria ex un Bianco Sarti senza rimuginare un pochino di nostalgia?
Dario: Ma guarda io ci sono riuscito in passato a rimuginare sul Bianco Sarti (ride ndr) quindi è più difficile non rimuginare sul Bianco Sarti rispetto al passato. Quest’ultimo una volta che hai bevuto il Bianco Sarti te lo dimentichi.

Lorenzo: Quest’anno hai effettuato la colonna sonora di “E’ nata una star?”. Come sei stato rintracciato e che impressioni ti ha suscitato vedere il film e ascoltare la tua melodia?
Dario: Mi hanno scoperto tramite la Digos che purtroppo mi inseguiva ormai da anni (ride ndr). Sono stato rintracciato dal regista in quanto piacevano le mie canzoni. Lucio Pellegrini è stato presente ad un paio di concerti e infine mi ha proposto questo progetto. Per lui è stata un’idea presa spunto da About a boy e altri film in cui la colonna sonora è formata da canzoni. E' stato bello perché era una cosa assolutamente nuova per me. Solitamente non scrivo per una storia, ho effettuato sempre melodie abbastanza “libere”. Sicuramente emozionante è stato osservare il montaggio, vedere come viene realizzato il film, è come una preview prima di andare al cinema. Quando ho visto il tutto al cinema sono stato felice e ho pensato alla mamma. In quei momenti pensi solo a tua madre che dice “Oh mio figlio!” (ride ndr).

Lorenzo: Riguardo la tua band potresti darci un aggettivo per ogni componente? Come è Simona?
Dario: Simona è meravigliosa, non posso dire altro.

Lorenzo: Dario?
Dario: Meraviglioso, non posso dire altro.

Lorenzo: Massimo?
Dario: Meraviglioso, non posso dire altro.

Lorenzo: Mirko?
Dario: Meraviglioso, non posso dire altro.

Lorenzo: Stefano?
Dario: Meraviglioso, ma preferirei non aggiungere altro.

Lorenzo: Te stesso o meglio Dario Brunori?
Dario: Non voglio aggiungere altro nemmeno meraviglioso. Dario nulla in questo momento (ride ndr).

Lorenzo: In un tuo video recente abbiamo notato che qualcuno ti ha strappato il tuo pezzo forte: i baffi. Ma come sarà il nuovo Brunori, che viso ricoprirà?
Dario: Il baffo adesso come puoi vedere è ritornato, sai quando penso a questi particolari che riguardano la sostanza della mia carriera, cerco di tergiversare così, siccome non ho nulla da dire con le mie canzoni (ride ndr), cerco di fare movimento togliendo i baffi e rimettendoli. E’ l’unica notizia che ho da dire.

Lorenzo: Posso assicurarti che, almeno per i fan che ti seguono, si nota un certo effetto.
Dario: La gente è molto legata ad una mia qualità indiscutibile o meglio la bellezza. Quando una persona è dotata non solo di simpatia, capacità di scrittura, brillantezza, e anche di una bellezza naturale, c’è solo da ringraziare. Poteva distribuirla a più persone invece hanno dato tutto a me (ride ndr).

Lorenzo: Concludiamo questa intervista chiedendoti se preferisci la vita adolescenziale a Guardia Piemontese mentre “la gente si faceva le canne e tu frequentavi le chiese” o la vita movimentata svolgendo tuor in giro per l’Italia?

Dario: Io preferisco una vita in chiesa ma sempre movimentata in giro per l’Italia. Mentre sto in chiesa faccio un tour fra i banchi della sacrestia (ride ndr).


di Lorenzo Possanzini
lorenzo.possanzini@vivereosimo.it
 







Questa è un'intervista pubblicata il 31-05-2012 alle 17:49 sul giornale del 01 giugno 2012 - 2115 letture

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