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Jesi: stroncato maxi traffico di droga, arrestati due spacciatori

L'arma sequestrata 2' di lettura 31/05/2012 - Gli stavano addosso da oltre un anno i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile. Inizia infatti ad aprile del 2011 e si prolunga fino all’agosto dello stesso anno l’indagine sul conto di S.M., giovane pregiudicato di 21 anni, residente nella provincia di Ancona.

In questo periodo sono stati effettuati, in tempi diversi, 4 arresti in flagranza per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti con il recupero e il sequestro di complessivi 500 grammi di marijuana e altre 2 persone sono state arrestate per il reato di detenzione illegale di arma da sparo, e sequestrato un “fucile a canne mozze”.

Eseguiti i dovuti accertamenti e raccolte ulteriori informazioni, tramite l’esecuzione di numerosi servizi di osservazione e pedinamento e la raccolta delle dichiarazioni di spacciatori locali, sono emersi gravi indizi concordanti che hanno permesso ai Carabinieri di procedere, coadiuvati dai militari della Compagnia di Alba Adriatica, nei confronti dello stesso S.M. e di K.A., albanese di 28 anni, residente a Martinsicuro, in provincia di Teramo, dando esecuzione a due ordinanze di custodia cautelare per la detenzione di ingente quantitativo di stupefacente tra cocaina e marijuana, emesse dal Tribunale di Ancona su richiesta del PM titolare dell’indagine, D.ssa Irene Adelaide Bilotta.

Infatti S.M., domiciliato in quel periodo nel comune di Chiaravalle, era riuscito a costituire attorno a sé un’efficace rete di contatti per lo spaccio di stupefacenti ai giovani del posto. Per procurarsi gli ingenti quantitativi che era in grado di immettere sul mercato una volta terminati andava a riacquistarli in grosse quantità da K.A. a Martinsicuro. È stato anche accertato come in un uno di questi viaggi S.M. abbia adottato il sistema della “staffetta” per riportare lo stupefacente acquistato a casa, in modo tale che al ritorno in provincia di Ancona un’autovettura “pulita” precedesse quella carica di stupefacente, a cui poteva segnalare tempestivamente la presenza di pattuglie delle Forze dell’ordine lungo il tragitto e quindi evitarle.

S.M. e K.A. si trovano ora rispettivamente rinchiusi nei carceri di Ancona Montacuto e di Teramo.








Questo è un articolo pubblicato il 31-05-2012 alle 22:42 sul giornale del 01 giugno 2012 - 1909 letture

In questo articolo si parla di paolo picci

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