Ancona: Cisl 'corridoio baltico-adriatico', un futuro per i lavoratori del porto

cisl 1' di lettura 19/05/2012 - Una occasione da non perdere per garantire un futuro ai lavoratori del porto.

La Segreteria Regionale FIT CISL ritiene come l’attuale proposta della Commissione Europea che ferma il corridoio baltico-adriatico al porto di Ravenna e fa del porto di Ancona uno scalo secondario e marginale rispetto ai traffici soprattutto delle merci, sia inaccettabile e non tiene in nessun conto del possibile e reale flusso di merci attualmente esistente.

Una “marginalizzazione” così evidente, potrebbe, oltre che compromettere gli investimenti in corso per il miglioramento della viabilità di accesso al porto e per l’avvio dei traffici intermodali, anche pregiudicare e mettere a serio rischio l’ occupazione nel Porto di Ancona. Già oggi l’elevato livello di concorrenzialità fra i Porti e i pseudo processi/azioni di “liberalizzazione” in fase di attivazione e/o attivati, stanno favorendo una competizione esclusiva sulle condizioni sul lavoro e sui relativi livelli di sicurezza.

E’ necessario, un impegno incisivo da parte delle Istituzioni per deviare il percorso di programmazione fin qui intrapreso dal Governo dell’Europa, ed è opportuno favorire e stanziare ulteriori iniziative che rendano il Porto “recettivo”, senza limitazioni di sorta, a traffici che già oggi scelgono altre mete.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-05-2012 alle 02:21 sul giornale del 19 maggio 2012 - 1613 letture

In questo articolo si parla di attualità, cisl, cisl marche


Paolo T.

19 maggio, 16:24
A me, sinceramente, non sembra di leggere nel documento di programmazione del Ministero per lo Sviluppo Economico di nessun prolungamento fino ad Ancona. Il corridoio si ferma a Ravenna. E la conurbazione adriatica non è inserita fra le aree metropolitane che godranno di contributi per la viabilità:

http://download.repubblica.it/pdf/2012/presentazione_sito_1805.pdf

Prima di gioire per i comunicati ufficiali, forse è sempre meglio andare a vedere i conti.




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