Crisi edilizia, ingegneri: 'Serve un forte segnale di discontinuità'

pasquale ubaldi 2' di lettura 26/04/2012 - A poco più di un mese dalla manifestazione del 19 marzo, è ancora vivace l’attività degli “Stati generali dell’edilizia”, Ance, Confartigianato, Ordini Professionali sindacati di categoria, hanno portato avanti il tavolo di confronto permanente deciso dopo la recente mobilitazione. Al centro i punti fondamentali che interessano il comparto alle prese con una crisi economica gravissima.

“Ci siamo incontrati dopo l’ottimo esito della iniziativa di marzo – dichiara Pasquale Ubaldi Presidente della Federazione degli Ordini degli Ingegneri delle Marche – per definire le richieste che sottoporremo prossimamente alla Regione. Riteniamo che una strategia efficace non possa che passare attraverso due azioni: incentivi e sostegno alla iniziativa pubblica e privata e semplificazione amministrativa. E’ necessario dare un forte segno di discontinuità. Bisogna contribuire, con spirito di servizio, ad accompagnare cittadini ed imprese che intendano investire nel settore, accelerando l’iter degli investimenti grandi e piccoli incagliati per motivi burocratici”. Entrando maggiormente nel dettaglio sono tre i nodi da sciogliere. In primis la legge sulla riqualificazione urbana che dicono gli “Stati generali” “a fronte di scarsissimi incentivi volumetrici, e di nessun investimento pubblico, non è certamente la soluzione alla crisi che stiamo vivendo nel settore”.

Per quanto riguarda il “Protocollo Itaca” condividiamo la necessità, trattandosi di una legge per la riqualificazione urbana, di inserire nuovi criteri di qualità, ma riteniamo che questi vadano generalmente perseguiti senza vincolare gli obiettivi di qualità all’utilizzo di specifiche metodologie e protocolli di valutazione. I protocolli sono strumenti di valutazione e riteniamo vadano usati non in un’ottica di competizione ed esclusività ma ricercando la migliore sinergia tra essi secondo le necessità progettuali, le richieste del mercato e la libertà di impresa. Si può fare efficienza energetica adottando svariate tecnologie e valutando con diversi Protocolli riconosciuti, fermo restando la possibilità di incentivare l’uso di ITACA MARCHE con specifiche premialità volumetriche. Secondo punto, la nuova legge sul governo del territorio. La proposta è che essa “sia frutto di un confronto aperto in un percorso concertato, che veda l’intervento di esperti di varia estrazione, e che guardi finalmente allo sviluppo dopo tante norme di sola tutela”. Infine l’opportunità sprecata del Piano Casa. Mentre le altre due leggi non hanno impatto immediato sull’economia, effetti certamente più rapidi può dare una profonda revisione di questa legge, l’unica anticrisi. Il Piano Casa ha avuto una bassissima applicazione a causa delle scarse risorse disponibili anche dai privati. Inoltre altri fattori sono stati i numerosi limiti e le eccezioni inutili, le difficoltà applicative della legge e l’anomalo recepimento da parte di alcuni Comuni Pasquale Ubaldi evidenzia come per questa legge essenziale è necessario attuare una “procedura rapida di consultazione ed approvazione di una importante revisione della legge, con una corsia preferenziale in chiave anticrisi”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 26-04-2012 alle 17:16 sul giornale del 27 aprile 2012 - 1388 letture

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