Paola Giorgi: 'Voce al settore dello spettacolo dal vivo che soffre'

paola giorgi 3' di lettura 23/04/2012 - Con la presentazione di una mozione intendo dare voce al settore dello spettacolo dal vivo, un settore, fondamentale per la crescita sociale, culturale ed economica del paese, che soffre, privo di qualsiasi strumento di tutela e difesa, nel silenzio più assordante e vittima di una politica vampira e opportunista.

Un settore che vive una crisi decennale profondissima e per far luce sulla quale ho presentato una mozione in consiglio regionale affichè il Presidente Spacca si faccia latore presso il Governo nazionale delle richieste che gli operatori stanno avanzando in questi giorni, in tutta Italia, grazie ad una petizione sostenuta da tutto il mondo del Teatro.Un atto dovuto, a mio avviso, anche perchè la Regione Marche, con i suoi 80 Teatri restaurati ed in attività, ha individuato il settore culturale tra gli assets stragegici per la crescita e per il riconoscimento di una specifica identità. Al di là di una necessaria ed improcrastinabile revisione della gestione dello spettacolo dal vivo delle Marche, occorre che a livello nazionale ci sia una chiara e precisa volontà di rilancio di un settore strategico oramai ridotto allo stremo e, a causa di una perenne "non politica culturale", fragile e ricattabile.

Lo Stato italiano investe in cultura lo 0, 21% del PIL, mentre gli standard europei si attestano in valori più alti, intorno al 3%. Il FUS, Fondo Unico dello Spettacolo è oggi ai minimi storici, pari allo 0, 0018% del PIL. Il credito bancario è chiuso alle aziende che operano nel settore, perchè ritenuto in forte crisi e pertanto inaffidabile. Tutto ciò causa una carenza di liquidità che non consente a nessuno di garantire tempi e modi di pagamento creando una situazione grave che colpisce indistintamente tutti: Stabili pubblici e privati, compagnie di giro private, circuiti: enti presenti nel nostro territorio regionale che, di conseguenza, soffrono la crisi. Crisi che si abbatte pesantemente sui lavoratori che, tra l'altro, non sono tutelati da nessuna forma di ammortizzazione sociale. Quello che si chiede è che, innanzitutto, il settore dello spettacolo dal vivo venga considerato come settore produttivo di categoria A (investimento) e non, come finora considerato, di categoria C ( assistenza).

Quindi, occorre un fondo di garanzia statale per riaprire il credito bancario a favore delle aziende del settore, occorrono provvedimenti di defiscalizzazione ( riduzione aliquota IVA , esenzione fiscale dell'IRES ( imposta sul reddito delle società), occorre l'istituzione del tax shelter e del tax credit come per il cinema: provvedimenti che consentirebbo il rilancio della produttività delle imprese teatrali. Non consideriamo il settore si secondaria importanza: lo spettacolo dal vivo è un settore strategico che si basa su eccellenze ed intelligenze che costituiscono fattori unici e determinanti per la crescita del Paese e, di conseguenza della nostra Regione. La politica non può solo vampirizzare la cultura, occorre un' inversione di marcia rapida e decisa.


da Paola Giorgi
Consigliere regionale IDV




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-04-2012 alle 18:04 sul giornale del 24 aprile 2012 - 1449 letture

In questo articolo si parla di politica, Paola Giorgi

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