Ospedale Unico: si parla del sito ma in realtà è un falso scopo

fosso sejore ospedale unico 5' di lettura 23/04/2012 - E' un film già visto quello che riguarda la vicenda dell'Ospedale Unico. Per anni prima si è negato di voler costruire una nuova struttura, come fece Mezzolani la scorsa legislatura negando in consiglio regionale tale ipotesi, ma sotto sotto si ponevano le basi per raggiunge l'obiettivo di creare una struttura unica provinciale quantomeno dal punto di vista amministrativo.

Sotto sotto perché pubblicamente tra chi prevedeva nel suo programma elettorale la difesa dell'Ospedale Santa Croce ,tra chi minacciava”proteste sempre più dure” contro la regione Marche colpevole” di aver avuto nel 2005 un un extra deficit di 36 milioni di euro, sanato da un Governo amico” e quindi poco affidabile nel “voler realizzare un costosissimo Ospedale Unico tra Fano e Pesaro pochi hanno preso una posizione coerente, chiara e trasparente per poi avere mano libera nel cambiare opinione a seconda degli eventi. Poi la strategia è cambiata ,ci son venuti a dire che in attesa dell'Ospedale Unico si doveva investire sulle attuali strutture. Poi che :quando ci sarà il nuovo ospedale dovranno rimanere anche le strutture attuali e poi ancora che devono essere salvaguardati gli ospedali dell'entroterra. In definitiva l'esatto contrario di quanto è previsto dal quel Piano Socio Sanitario 2012-2014 che essendo stato approvato con tre anni di ritardo, ma pubblico appunto da tre anni, poteva benissimo essere valutato, emendato, contestato nel momento in cui si discuteva. Invece, ad esempio, nelle audizioni, precedenti la votazione del Piano Socio Sanitario, dell'area Vasta di Pesaro-Urbino su 454 invitati solo 74 soggetti hanno partecipato, mentre le forza politiche si son ben guardate dal prendere una posizione chiara, anzi il dibattito interno è stato da alcuni accuratamente evitato , salvo poi concordare tra vertici la stessa strategia. Non è la prima volta che si registrano tali situazioni, in fase di presentazione della proposta di Legge che avrebbe costituito l'Azienda Ospedali Riuniti Marche Nord accadde più o meno la stessa cosa, alle audizioni tra gli assenti anche il Comune di Fano quel comune nel quale la campagna elettorale che segnò il passaggio di mano del centrosinistra aveva visto proprio come tema principale dei due schieramenti la difesa del Santa Croce.

E così è nata l'Azienda Ospedali Riuniti Marche Nord (con la clamorosa uscita dall'aula, del consiglio regionale, al momento del voto di tutta l'opposizione eccetto il sottoscritto che votò contro)in pratica l'Ospedale Unico dal punto di vista amministrativo. Quell'atto mise insieme , per meglio dire usando le parole di Mezzolani, rafforzò l'Azienda esistente , il San Salvatore” anche perché come ebbe a dire il Presidente della commissione Sanità (della scorsa legislatura) Lucchetti l'Azienda San Salvatore “così com'era non aveva né i numeri né le caratteristiche per andare avanti”. Altro che eccellenze altro che muro contro la mobilità passiva. L'operazione è stata chiara: aggregare Fano a Pesaro ,impossessarsi dell'enorme patrimonio immobiliare, garantire lo status di Azienda a Pesaro successivamente lanciare il dibattito sul sito per far dimenticare il nodo della questione: serve o no un nuovo ospedale e cosa cambia per i cittadini? Mentre aumentano tra i politici quanti si affannano a salire, sul carro dell'Ospedale Unico cresce la contrarietà dei cittadini. Già ma torniamo al cosa cambia per i cittadini ,ad ascoltare i convertiti della prima e ultima ora sembra che ,da ogni parte del mondo verranno nella nostra provincia a farsi curare migliaia di persone. Leggendo il Piano Socio Sanitario la realtà è ben diversa ed è bene ripeterlo ancora una volta “L'integrazione di Pesaro e Fano, con la realizzazione di una struttura unica per la copertura del bisogno di cura e assistenza al livello minimo di Area Vasta” Basta questo a giustificare la costruzione di un Unico Ospedale provinciale con pericolosi e penalizzanti riflessi per l'entroterra? Invece di valutare cosa realmente accadrà alla sanità tutti si affannano a proporre un sito.

Certo andare a costruire in una zona come quella di Fosso Sejore sarebbe un ulteriore affronto, condivido. Condivido anche il rischio di favorire alcuni privati, ma la stessa cosa inevitabilmente accadrebbe in altri siti di proprietà pubblica, anche li confinano privati che trarrebbero enorme beneficio ,indiretto, dall'insediamento di un ospedale. Il problema non si porrebbe ne lì ne altrove se ci si basasse sulle reali prospettive della sanità nella nostra provincia e nell'intera Regione .Vale la pena di buttare al vento un capitale enorme di investimenti fatti in passato e ancora oggi nelle strutture della costa per spendere ancora ingenti cifre su un'unica struttura che dovrebbe garantire solo e semplicemente “la copertura del bisogno di cura e assistenza al livello minimo”? E una volta condiviso il principio dell'Unico Ospedale Provinciale nella non peregrina ipotesi che questo non venga costruito chi e cosa sarà sacrificato sull'altare del “risparmio” visto che l'Azienda Marche Nord al pari del privato, deve produrre utili se vuole sopravvivere. Fano e l'entroterra hanno già perso troppo la storia ce lo insegna. Non si tratta di essere campanilisti ma di non passare ancora una volta per fessi, per una periferia di Pesaro.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-04-2012 alle 16:48 sul giornale del 24 aprile 2012 - 1410 letture

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