Interventi di accesso vascolare per i nefropatici, Natali e Zinni interrogano Spacca

sanità 3' di lettura 21/04/2012 - I Consiglieri regionali del Pdl, Giulio Natali e Giovanni Zinni, hanno presentato un’interrogazione al Presidente Spacca per ottener garanzie per i nefropatici marchigiani che necessitano l’intervento di accesso vascolare.

La sanità rappresenta per la Regione Marche la spesa più consistente. Questo porta a pensare che il servizio sia gestito nel miglior modo possibile, cioè che il malato sia al centro di una politica che non sia solo di congruità economica ma che sappia anche tenere conto delle necessità e delle priorità. Un equilibrio che rischia di sbilanciarsi per gli accessi vascolari, un intervento chirurgico cui devono sottoporsi i nefropatici per eseguire la dialisi. A puntare il dito sul problema sono i Consiglieri regionali del Pdl, Giulio Natali e Giovanni Zinni, che hanno presentato una interrogazione al Presidente della Regione Gian Mario Spacca per avere garanzie per questi pazienti già oppressi da una malattia che li costringe alla emodialisi.

Le preoccupazioni dei Consiglieri regionali nascono dal fatto che questa tipologia di malati, proprio per essere dializzati, devono essere sottoposti ad un intervento di accesso vascolare che viene fatto nel “Centro di riferimento regionale ad alta specializzazione” dell’Azienda ospedaliera di Torrette. Il Centro rientra in un progetto di sviluppo finanziato regolarmente dalla Regione Marche dal 2003. In questi anni al Centro sono afferiti annualmente tutti i pazienti marchigiani oltre ai circa 100 pazienti, che provengono da tutta Italia (Umbria, Abruzzo, Friuli, Sicilia, ecc.) e che a seguito della mobilità attiva extra-regionale portano nelle casse regionali circa 700.000,00 Euro l’anno. Una cifra considerevole che ora sembra aver allettato l’Azienda ospedaliera che ha idea di trasformare il Centro di riferimento regionale in “Attività istituzionale”. L’operazione non rappresenta una semplice azione amministrativa interna ma un percorso che avrebbe lo scopo di poter contare su un ulteriore introito (l’Azienda potrebbe includere sia i fondi della Regione che quelli provenienti dai pazienti fuori regione) con effetti però pericolosi per i nefropatici.

Questi malati, infatti, dovendo passare dal Centro di riferimento a una Struttura istituzionale saranno costretti a dover rientrare in una lista di attesa in cui saranno presenti anche tutte le altre tipologie di malati che abbisognano di cure da parte dei chirurghi vascolari. Un’attesa che in certi casi potrebbe portare enormi difficoltà per chi vive solo se regolarmente e per almeno 3 volte a settimana si sottopone a dialisi. Natali e Zinni chiedono quindi a Spacca, se questa intenzione dell’Azienda corrisponde al vero, se la Regione è a conoscenza di tutti i cambiamenti che il progetto regionale ha subito negli anni e a quanto ammonta, in termini economici, la mobilità attiva extra regionale prodotta dal Centro di riferimento. “E’ opportuno intervenire per mantenere il Progetto iniziale - affermano i Consiglieri del Pdl - per dare risposte certe ai tanti nefropatici delle Marche che vedono proprio nel Centro una possibilità per facilitare il loro percorso di malattia già molto complicato e doloroso. In certe occasioni sarebbe opportuno pensare prima ai malati che ai pareggi di bilancio”.


da Giovanni Zinni
Consigliere Regionale PdL




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-04-2012 alle 17:15 sul giornale del 23 aprile 2012 - 1370 letture

In questo articolo si parla di sanità, politica, giovanni zinni, nefropatici

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