La Commissione Politiche comunitarie visita il polo di monitoraggio dell'Adriatico

La Commissione Politiche Comunitarie visita il polo di monitoraggio dell'Adriatico 2' di lettura 05/04/2012 - “Un incontro che pone l’accento sull’unità d’intenti fra istituzioni che desiderano fare delle Marche il fulcro dell’azione politica, economica e ambientale dell’Adriatico.” Così il Presidente della Commissione Politiche comunitarie della Regione Marche, Adriano Cardogna, ha definito l’incontro che si è svolto giovedì 5 aprile tra la Commissione e il Segretario dell’Iniziativa Adriatico – Ionica, Ambasciatore Fabio Pigliapoco, nel Polo regionale di monitoraggio e allertamento per l’Adriatico.

La visita ha rappresentato il primo degli appuntamenti che la Commissione e il Segretariato hanno messo in agenda allo scopo di unire l’impegno in strategie che hanno come obiettivo il potenziamento del ruolo delle Marche in Europa attraverso la costituzione della Macroregione Adriatico ionica, l’allungamento del Corridoio Baltico – Adriatico e la difesa del mare Adriatico. Il Polo di Monitoraggio - allertamento della Regione rappresenta, infatti, uno strumento importante per la salvaguardia di questo mare nel quale sono presenti 10 porti petroliferi, 7 terminali, 3 oleodotti, 13 raffinerie e oltre 100 piattaforme offshore. Numeri che hanno portato la Regione a svolgere un’azione continua di controllo finalizzata alla gestione delle emergenze derivanti dallo sversamento a mare di idrocarburi con il possibile interessamento della costa marchigiana. Per questo esiste un gruppo di lavoro interdisciplinare, che fa capo alla Protezione civile delle Marche, che realizza iniziative al fine di ridurre i rischi e i danni causati da eventuali naufragi o da altre ragioni accidentali o intenzionali.

L’area di controllo, situata sopra il golfo di Ancona è dotata di apparati di rilevamento in grado di mettere in relazione il traffico marittimo con l’eventuale pericolosità ad esso legata. Telecamere, abbinate al telescopio, sorvegliano giornalmente il tratto costiero marchigiano. “E’ chiaro – ha detto Cardogna – che è necessario prevenire ogni forma d’inquinamento e soprattutto salvaguardare l’Adriatico da un ulteriore degrado ambientale. Per questo ci attiveremo affinché esso sia riconosciuto come area particolarmente sensibile (PSSA). Un’area cioè che richiede una protezione speciale per le sue riconosciute ragioni ecologiche, culturali e socio – economiche che possono essere vulnerabili dai danni delle attività marittime internazionali.” L’individuazione delle aree PSSA è di competenza dell’Organizzazione Marittima internazionale delle Nazioni Unite e rientra, per quanto riguarda i Paesi del Mediterraneo, nella Convenzione di Barcellona, firmata dal nostro Paese nel 1979.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-04-2012 alle 16:38 sul giornale del 06 aprile 2012 - 1333 letture

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