Ance: 'E’ tempo di lavorare insieme per il fare'

Massimo Ubaldi 4' di lettura 21/03/2012 - Imprenditori grandi e piccoli, operai, associazioni di categoria e sindacati: tutti uniti questa mattina di fronte alla sede della Regione Marche, in un colpo d’occhio di elmetti gialli da cantiere, per chiedere misure che salvino il settore edile.

Un settore in recessione da tre anni, con migliaia di posti di lavoro persi e un trend di chiusure e condizioni di mercato sempre più difficili e che non accennano a migliorare. “L’edilizia delle Marche è in ginocchio e con essa un indotto vastissimo – hanno spiegato i partecipanti alla manifestazione – occorre che almeno il mondo delle Istituzioni metta in campo, velocemente e fattivamente, tutte le soluzioni in proprio potere per ridare fiato a un comparto ormai in agonia”. D’altronde la manifestazione collettiva del mondo delle costruzioni è un evento a dir poco raro: una estrema ratio del settore di fronte ad una crisi profonda che, nonostante le sue dimensioni, rischia di essere sottovalutata dalle Pubbliche Amministrazioni e dall’opinione pubblica.

“C’è stata davvero una grande partecipazione che testimonia una volta ancora la coesione di tutte le componenti del settore di fronte a una crisi di questa portata – è il commento del Presidente di ANCE Marche, Massimo Ubaldi -. Abbiamo fatto sentire la nostra voce nel pieno rispetto delle regole e del civile dialogo, ma con tutta la determinazione possibile. D’altronde qui si parla di decine di migliaia di posti di lavoro, di imprese storiche costrette a portare i libri in tribunale. Non c’è più tempo da perdere”. “Confidiamo che quello di oggi sia l’inizio di un percorso che porti finalmente a dei risultati concreti – spiegano dall’ANCE Marche riguardo all’incontro avuto con i rappresentanti della Regione a margine della manifestazione -. Abbiamo individuato insieme i maggiori problemi sul tappeto. Da parte della Regione auspichiamo interventi diretti per quanto di propria competenza. Ma anche un’azione di indirizzo e ‘persuasione’ verso lo Stato, i Comuni, gli Istituti di credito. Enti cui spettano scelte di fondamentale importanza come, ad esempio, il riavvio di linee di credito alle imprese di costruzioni, il superamento del cronico ritardo nei pagamenti e del Patto di Stabilità”. “Gli imprenditori edili marchigiani - sottolineano all’ANCE - sono imprenditori pragmatici e operosi: non chiedono ne si aspettano soluzioni miracolose e irrealistiche. Ciò che chiedono con forza è di mettere in campo da subito delle misure attuabili e concrete in grado di ridare fiato al settore. Misure che indicano da tempo e che, almeno a parole, sono unanimemente condivise”.

Tra le scelte politiche e amministrative essenziali per far ripartire il settore e salvare la vita di tante imprese edili, studi professionali e migliaia di posti di lavoro richiamiamo l’attenzione su:

sblocco immediato dei pagamenti per lavori pubblici, con superamento del Patto di Stabilità attraverso la creazione di un fondo cha faccia fronte ai crediti delle imprese rilancio degli investimenti, finalizzati alla realizzazione di lavori ed opere pubbliche necessari alla collettività ed immediatamente cantierabili

superamento della stretta del credito, individuando meccanismi di selezione dei progetti che spingano le banche a finanziare l'economia reale a tassi di interesse contenuti tutela del lavoro in edilizia, prevedendo per i lavoratori che sono disoccupati o in Cassa Integrazione, sia ulteriori ammortizzatori sociali in deroga che l'applicazione dell'intesa 31.3.2009 Regione Marche-Banche-Organizzazioni Sindacali per anticipare i tempi di erogazione della Cassa Integrazione

impedire il raddoppio degli oneri di urbanizzazione, garantendo comunque che i proventi derivanti ai Comuni dagli stessi – così come quelli di provenienza IMU – vengano destinati non a spese correnti ma a finanziare lavori pubblici

disapplicazione da parte dei Comuni della nuova IMU agli immobili invenduti delle imprese perché ciò vuol dire tassare il loro ‘magazzino’, con particolare attenzione alle imprese in crisi creare fondi reali per realizzare politiche di housing sociale, così come promesso dalla Regione stessa da oltre due anni

accelerare la messa in gara di opere pubbliche piccole e medie, con la “procedura negoziata” ad invito diretto

privilegiare nelle gare di appalto l'aggiudicazione con il metodo dell'offerta economicamente più vantaggiosa, mentre è indispensabile che gli organi di vigilanza compiano un monitoraggio delle offerte con ribassi superiori al 25%

semplificare le pratiche urbanistico-edilizie, riducendo i tempi di risposta per imprese, professionisti e cittadini rivedere la legge regionale del “Piano Casa”, su demolizioni-ricostruzioni ed ampliamenti edilizi per farla funzionare al meglio, rendendola effettivamente operativa dare impulso alla riqualificazione urbana ed emanare una nuova legge regionale sul governo del territorio che guardi principalmente allo sviluppo e alla qualità urbana, architettonica e del prodotto edilizio, garantendo ad un tempo sicurezza sismica e prestazioni energetiche ottimali degli edifici.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-03-2012 alle 18:35 sul giornale del 22 marzo 2012 - 1238 letture

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