Unioncamere: 'In difficoltà l'artigianato, bene società e cooperative'

impresa 3' di lettura 30/01/2012 - Drudi: “I nostri imprenditori hanno tutte le carte in regola per mantenere alto il prestigio delle Marche nel mondo, grazie alle produzioni di qualità, alla creatività diffusa, alla capacità di innovare. A loro bisogna dare fiducia e gli strumenti per crescere e competere.”

Hanno preso il coraggio a due mani e sono andati controcorrente, avviando un’attività imprenditoriale. Sono stati 11.179 i marchigiani che hanno sfidato la crisi che ancora morde forte l’economia regionale ed hanno aperto una partita Iva, decidendo di crearsi un lavoro che altrimenti non si trova più. Naturalmente c’è stato anche chi ha gettato la spugna ed ha chiuso bottega (sono stati 11.079) ma il saldo, in un anno orribile come il 2011, è stato comunque positivo (+100 imprese registrate alle Camere di commercio) anche se molto meno del 2010, quando le imprese erano cresciute di 1.426 unità. Insomma, sono ormai due anni che il numero delle imprese marchigiane cresce, dopo aver fatto registrare il risultato peggiore nel 2009 (-826) ed aver chiuso col segno meno anche il 2008 (-79), il primo anno nel quale la crisi ha cominciato a far sentire i suoi effetti nella regione. L’analisi sulle imprese marchigiane al tempo della crisi, è dell’Unioncamere Marche, che ha analizzato in particolare l’andamento negli ultimi dodici mesi. Particolarmente confortante per il nostro sistema produttivo, secondo Unioncamere, il fatto che la crescita delle imprese marchigiane sia dovuto quasi esclusivamente alle società di capitale (+946) mentre sono diminuite sia le società di persone (-181), sia le imprese individuali (-690), che restano, comunque, la forma imprenditoriale più diffusa nelle Marche, con 104.176 aziende.

“La crescita delle società di capitale” commenta il presidente Unioncamere Marche Alberto Drudi “è il segno di un’economia più solida, con aziende più strutturate e meglio attrezzate per una competizione che è sempre più globale. I nostri imprenditori hanno tutte le carte in regola per mantenere alto il prestigio delle Marche nel mondo, grazie alle produzioni di qualità, alla creatività diffusa, alla capacità di innovare. A loro bisogna dare fiducia e gli strumenti per crescere e competere. In particolare vanno intensificati gli sforzi per non far mancare il credito a chi investe, produce e crea occupazione”. Alla fine del 2011, nelle Marche, le imprese erano 177.656, praticamente una ogni nove marchigiani. Di queste, 50.598 erano le aziende artigiane, che hanno vissuto ancora un anno difficile (-501) mentre le cooperative sono aumentate di 34 unità, passando da 2.534 a 2568. Per quanto riguarda i singoli settori, prosegue la diminuzione del numero delle imprese in agricoltura (-852) ed anche il manifatturiero ha vissuto un anno difficile (-175), ma all’interno delle aziende della manifattura, spicca la crescita della meccanica (+338). In calo anche l’edilizia (-63) ed i trasporti (-83).

Aumentano le imprese registrate nel commercio (+181), alloggio e ristorazione (+305), attività immobiliari (+2013), attività professionali (+142) e servizi alle imprese (+102). La provincia che lo scorso anno ha fatto registrare il maggior tasso di crescita del numero delle imprese è stata quella di Ascoli Piceno (+0,91) seguita da Pesaro Urbino (+0,62), Ancona (+0,43) e Fermo (+0,14). Unica provincia con un tasso di crescita negativo, quella di Macerata (-0,72) che paga in particolare le difficoltà nel calzaturiero e nell’edilizia.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 30-01-2012 alle 17:03 sul giornale del 31 gennaio 2012 - 1155 letture

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