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Democrazia Cristiana: il monito per le prossime amministrative

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La Democrazia Cristiana sarà presente alle prossime elezioni amministrative, sia con proprie liste, sia a sostegno di quelle che più si avvicinano ai suoi valori. Quale scelta politica? La linea politica nazionale della Democrazia Cristiana, coordinata dal Segretario nazionale Giuseppe Pizza, è chiara: siamo con il Partito popolare europeo e per la costituzione di esso in Italia.

Perciò, intendiamo riaffermare nelle Marche la linea scelta dalla nostra Direzione nazionale, vale a dire alleanze con i partiti che si riconoscono nella casa comune del PPE, salvo per validi motivi presentarci autonomamente con dei nostri candidati a Sindaco. Su questo, perlomeno nei comuni più grandi, la Democrazia Cristiana è a favore delle primarie di coalizione per la scelta dei candidati sindaci, anche soltanto nell’ambito del raggruppamento dei partiti che si riconoscono nel PPE. Nessuno dovrebbe rifiutare le primarie, ottima forma di prima scelta democratica, per il timore di perdere oppure per far valere i propri voti in fase di ballottaggio, barattandoli magari con qualche poltrona. Purtroppo, il problema sta proprio nell’eccessiva frammentazione degli schieramenti, che di fatto finirebbe per rendere peggiore l’azione amministrativa. Sono stato due volte capogruppo in consiglio comunale, una in maggioranza e un’altra all’opposizione, e mi sono assolutamente convinto di un fatto: una forte maggioranza ed una forte opposizione rendono migliore l’azione amministrativa, a tutto vantaggio dei cittadini.

I quali, fralaltro, condividono ben poco le manovre che si fanno loro insaputa. Dunque, il nostro appello a tutti i democratici e i liberali cristiani è: avanti insieme con e per il PPE, e che vinca il migliore alle primarie. Il Modello Marche è già vecchio. Si sta anche riproponendo la questione, tutta interna al centrosinistra, per la eventuale ripetizione del «Modello Marche» alle amministrative, vale a dire l’alleanza dell’UDC (e di altre formazioni di centro, come avvenuto alle regionali del 2010) con la sinistra moderata, escludendo la sinistra cosidetta estrema. Ma questo modello appare ormai superato, per almeno tre ragioni: primo, era nato con lo specifico obiettivo di sperimentare un’aggregazione finalizzata a creare un’alternativa al governo Berlusconi nel 2013.

Ora quel governo è terminato, e Berlusconi non intende ricandidarsi a Premier nel 2013; perciò, il «Modello Marche» cade per mancanza del proprio presupposto costitutivo fondamentale; secondo, la politica nazionale sta cambiando. Lo ripeto, c’è uno sforzo concreto per costruire un grande partito popolare in Italia sull’esempio del PPE, ed in questo partito potrebbero ben ritrovarsi tutte le forze di centro; terzo, il «Modello Marche» è già stato sepolto da Bersani la scorsa estate, quando Casini gli chiese pubblicamente se questo modello era stato solo un incidente di percorso. Appare chiaro, invece, che a sinistra si guardi ormai alla riproposizione di un «Ulivo» aggiornato. Dunque, chi sta con la Democrazia Cristiana e con il PPE? è questa la domanda che poniamo anzitutto agli elettori laici cattolici che intendessero raccogliere nelle Marche l’invito fatto più volte dal Papa, per una nuova generazione di cattolici impegnati in politica. Coraggio amici, i tempi cambiano; non è più (e oggi sappiamo che non è mai stato) il tempo di delegare altri ad assumersi responsabilità politiche. I cattolici sono stati i principali protagonisti della Democrazia italiana, e dovrebbero esserlo anche in futuro, per il bene di tutti.

Franco Rosini, Commissario regionale Marche della Democrazia Cristiana



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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 28-01-2012 alle 19:15 sul giornale del 30 gennaio 2012 - 1586 letture