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comunicato stampa

Unatras: 'Protesta sospesa in attesa dell'attuazione dei provvedimenti del Governo'

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Unatras (Unione Nazionale delle Associazioni dell’Autotrasporto merci di cui fanno parte Confartigianato Trasporti, Fai, Fiap L., Sna/Casartigiani, Unitai che rappresentano la maggioranza delle imprese di autotrasporto merci italiane 80.000 su 110.000) non partecipa alle iniziative di protesta in corso in queste ore, ritenendole inutili.

"L’Esecutivo di Unatras – spiega Francesco Del Boca, Presidente nazionale di Unatras – ha deciso nei giorni scorsi la sospensione del fermo che era stato indetto dal 23 al 27 gennaio. La nostra decisione è motivata dagli impegni assunti in Parlamento nei confronti della nostra categoria dal Ministro dello Sviluppo Economico, delle Infrastrutture e dei Trasporti Corrado Passera. Impegni che, per quanto riguarda le risorse a sostegno delle aziende pari a 400 €, la disciplina sui costi per la sicurezza e i rimborsi almeno trimestrali delle accise del gasolio con l’elevazione del tetto fino a 250.000€ per azienda, sono stati tradotti in decreto dal Consiglio dei Ministri di venerdì scorso. La mobilitazione di UNATRAS rimane dunque sospesa, e non revocata, in attesa della conversione in legge dei provvedimenti annunciati dal Governo".

Le manifestazioni che si stanno svolgendo in alcune zone del Paese sono attuate soltanto da una sigla minoritaria del settore cui non può essere attribuita la rappresentatività delle imprese di autotrasporto del Paese. I ricorsi al TAR del Lazio della committenza che volevano cancellare i costi della sicurezza respinti grazie all’opposizione delle Associazioni dei vettori di UNATRAS e della ferma presa di posizione del Governo; l’invio di specifiche richieste per rivedere i costi dei pedaggio autostradali e delle assicurazioni RC sui veicoli aumentati in maniera eccessiva; l’impegno a reintrodurre le regole per l’accesso alla professione per i piccoli vettori ora liberalizzati, la modifica sostanziale del calendario dei divieti di circolazione per eliminare circa 30 giorni di divieti, ecc. sono risultati importanti per l’autotrasporto di merci.

In questo momento, con le risposte appena ricevute dal Governo ed un decreto appena approvato che prevede l’applicazione delle sanzioni alla committenza che non applica i costi incomprimibili della sicurezza e che stabilisce il recupero almeno trimestrale delle maggiori accise pagate dai vettori ammontanti a 5/6.000€ a veicolo, la decisione di organizzare blocchi purtroppo non serve a nulla ed appare piuttosto frutto di strumentalizzazioni. Le Associazioni aderenti ad UNATRAS delle Marche pur comprendendo la situazione di quanti hanno deciso di partecipare al fermo ribadiscono la netta distinzione con le attuali manifestazioni che sono in essere in alcune zone, sottolineando che le responsabilità, positive o negative dovranno ascritte esclusivamente a Trasporto Unito. Nelle Marche su quattro presidi manifestano complessivamente 200 persone su 12.000 fra trasportatori e collaboratori che operano nella regione. Gli incidenti già verificatisi in alcune parti del paese denotano la mancanza di volontarietà degli imprenditori ad aderire al fermo; cosi come la presenza di tanti mezzi nei punti cosiddetti di sensibilizzazione denota che la categoria non era favorevole al fermo.

Va infine evidenziata la grande disinformazione della categoria utilizzata da chi ha voluto portare le aziende al fermo dell’autotrasporto di cui in parte anche noi ci sentiamo colpevoli. Auspichiamo un fattivo e collaborativo intervento delle forze dell’ordine affinché venga garantita sia la possibilità per gli scioperanti di manifestare con la sospensione dei propri servizi e sia la libertà di lavorare per quanti non condividono l’azione di fermo e vogliono effettuare i trasporti al sistema paese.



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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-01-2012 alle 16:51 sul giornale del 25 gennaio 2012 - 1284 letture