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comunicato stampa

Cardogna: 'Fermare le liberarizzazioni per le trivellazioni in Adriatico'

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Adriano Cardogna

Il Consigliere regionale dei Verdi Cardogna chiede al Presidente Spacca di mantenere fermo il “no” della Regione alle trivellazioni nel mare Adriatico previsto dal decreto Monti.

“Oramai è chiaro il pensiero del Governo Monti: l’Italia può essere salvata solo con le liberalizzazioni e vendendo Ambiente e Natura. Non si tassano i grandi patrimoni o i grandi profitti o le finanze, ne tantomeno si cercano soldi dove si dovrebbe. A fare i sacrifici sono chiamati sempre e solo gli stessi” Non è demagogia ma rabbia quella espressa dal Capo Gruppo dei Verdi in Regione, Adriano Cardogna nel momento in cui il Governo Monti si appresta a approvare il decreto sulle liberalizzazioni. Nel testo, infatti, all’art.22 è previsto che: “si deve facilitare la ricerca di idrocarburi nelle acque territoriali italiane ampliando e velocizzando la possibilità di trivellare e sfruttare i giacimenti petroliferi”. Interessante poi che nel documento si fa un preciso richiamo alle agenzie di rating definendole ispiratrici. In pratica le agenzie considerano elemento di sviluppo le attività di prospezione e coltivazione di idrocarburi come oggetto di valutazione positiva. “L’Adriatico – afferma Cardogna – è per la nostra regione fonte di economia e di sviluppo per l’aspetto turistico e della pesca. E’ un mare che va tutelato e salvaguardato anche perché già troppo martoriato dall’inquinamento e dai traffici marittimi. Aggiungere anche la possibilità di venderlo a lotti alle multinazionali, come vorrebbe Monti, significherebbe sancire la sua morte”.

La Regione deve quindi mettere in campo tutte le sue forze per bloccare una manovra che porterebbe solo danno al nostro ambiente, alle marinerie, alle strutture ricettive. Un incontro è già stato chiesto dal Comitato delle Regioni al ministro Passera per discutere sul decreto Liberalizzazioni. Un’occasione che deve essere anche momento di discussione di questo argomento che è stato sempre sentito al Presidente Spacca che più volte parlando di Macroregione Euroadriatica ha tenuto a ribadire come: “essa debba essere strumento per promuovere progetti che contemplino la protezione dell’ambiente, i cambiamenti climatici, la ricerca e la tutela delle aree sottomarine”.

Concetti questi fondamentali per costruire la Macro Regione Adriatico - ionica. Il 25 novembre scorso, poi, la Conferenza dei Presidenti dei Consigli regionali ha approvato all’unanimità un ordine del giorno con il quale invita il Presidente Monti e il Ministro dell’Ambiente a sospendere ogni procedimento autorizzativo per le indagini petrolifere in mare e a adottare una moratoria di ogni azione di ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi nell’Adriatico e nelle acque al largo di tutte le coste europee. A quanto pare Monti non ha tenuto in alcun conto la richiesta e prosegue la sua ricerca di soldi dove è più facile. “Ecco perché è necessaria una precisa opposizione al decreto – conclude Cardogna - per evitare la “vendita” del nostro mare. Ecco perché ho predisposto una mozione che impegni tutto il Consiglio regionale su un tema che è di vitale importanza per le Marche, per salvare l’Adriatico e con lui il nostro futuro.”



Adriano Cardogna

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-01-2012 alle 17:53 sul giornale del 21 gennaio 2012 - 1431 letture