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comunicato stampa

Confartigianato Trasporti: 'Il fermo per garantire la sicurezza degli utenti della strada'

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Il fermo nazionale dell'autotrasporto è stato confermato a partire dal 23 gennaio anche dall'affollata assemblea dei vettori anconetani.

In Sicilia il fermo partirà invece da lunedì 16 gennaio. In occasione dell'assemblea dei trasportatori presso la Confartigianato di Ancona i dirigenti hanno sottolineato che la validità delle norme sui costi della sicurezza non può essere messa in discussione dai ricorsi presentati dalle Associazioni Confindustriali e dalle grandi compagnie petrolifere contro i quali si sono costituite le Associazioni dei trasportatori Confartigianato compresa. L’atto impugnato di fronte al TAR del Lazio il 22 dicembre e che sarà discusso il 12 gennaio riguarda alcune delibere assunte nel corso delle riunioni dell’Osservatorio, organismo pubblico e quindi la decisione del Tribunale amministrativo può riguardare le eventuali illegittimità presenti nella delibera stessa.

Non può assolutamente intervenire su delle norme previste dalla legge (ad es. l’art. 83 bis della Legge 133/08). Se il Tar, affermano Marzocchi presidente e Gasparoni segretario di Confartigianato Trasporti, smentendosi clamorosamente rispetto al principio sostenuto di recente sul ricorso relativo ai divieti di circolazione dei mezzi pesanti, non riconoscesse più la prevalenza della sicurezza sul profitto economico ma dovesse rendere inefficaci le delibere dell’Osservatorio la reazione di molti operatori sarebbe incontrollabile. E’ noto a tutti l’impatto che ha determinato l’articolo 83 bis in termini positivi di sicurezza (gli ultimi dati dimostrano un calo della mortalità sulle strade) tanto che il Parlamento ha proposto nel dicembre scorso un ordine del giorno con il quale ha impegnato l’Esecutivo “a mantenere i costi incomprimibili della sicurezza”.

I costi della sicurezza restano in vigore e sono quelli che, per legge, il Ministero competente deve rendere di evidenza pubblica. Secondo Confartigianato trasporti esiste un pronunciamento del Ministero, che reca la firma del Sottosegretario alle Infrastrutture, che con chiarezza si pronuncia su quale siano le differenze tra le definizioni prezzi e tariffe e i costi. Ma non solo: se quanto sostenuto da Confindustria avesse valenza quale sarebbero i motivi per i quali nelle gare per appalti pubblici vengono escluse le “offerte anomale” in quanto non considerano i costi e sono considerate anormalmente basse? Tutto sembra tendere, a meno che il Parlamento venga considerato inutile e superato dai tecnici, a dover confermare che il principio della sicurezza e dei suoi costi non possono essere prevaricati da nessun altro interesse. Confartigianato ed UNATRAS, sempre disposti al confronto, ribadiscono, che questo valore non può essere superato; chiameremo le forze politiche, le associazioni delle vittime della strada, i cittadini, al confronto e ne faremo una battaglia di civiltà e di progresso.

E' incomprensibile quindi l'attacco frontale di Confindustria che non persegue questa battaglia di civiltà ma punta ad ottenere la liberalizzazione selvaggia favorendo nel contempo i vettori esteri che scorazzano sulle nostra strade con scarsi controlli e che svolgono una rovinosa concorrenza alle imprese italiane. Il fermo persegue anche obiettivi importanti come il recupero mensile o trimestrale delle accise pagate sui carburanti, la riduzione dei giorni vietati alla circolazione e la reintroduzione di regole basilari per l'accesso alla professione. Per affrontare questi problemi Confartigianato, ConfTrasporto e Casartigiani attendono la convocazione – spiegano Renzi, Marzocchi e Gasparoni richiesta al Ministro Passera o al Vice Ministro Ciaccia per un concreto confronto sui problemi dell’autotrasporto. Le nuove norme sembrano create appositamente per ridurre la competitività delle imprese italiane e compromettere la sicurezza stradale”. In pratica andiamo dall’aumento insostenibile del costo del gasolio (settemila euro all’anno per veicolo), ai costanti rialzi dei premi assicurativi, dall’aumento delle giornate di divieto di circolazione e al rischio della cancellazione dei costi di sicurezza. Anche i 1.200 piccoli vettori anconetani ed i 5.500 marchigiani aderiranno alla protesta. Pertanto rinnoviamo la nostra richiesta per un tavolo di confronto con il Ministero al fine di evitare di aggravare una situazione già gravemente compromessa.



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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-01-2012 alle 16:28 sul giornale del 09 gennaio 2012 - 1270 letture