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Senigallia: in fondo al mare alla Fenice con la Sirenetta

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15:30: il Teatro La Fenice chiude i boccaporti, decine di bambini sono ancorati ai propri posti, sullo sfondo compaiono le prime onde, le luci si abbassano... tutto è pronto per incontrare la Sirenetta Ariel nel magico mondo degli abissi...

Siamo nel profondo del mare, qui vivono il Re Tritone e sua figlia Ariel; sembrerebbe tutto normale se non fosse per la Sirenetta che vorrebbe uscire dal suo mondo e diventare una donna per sposare il principe Christian il quale naviga su quello stesso mare ignorando che il suo amore è lì sotto ad aspettarlo; due cuori divisi ed allo stesso tempo uniti dal medesimo elemento...

Ariel è una ragazza giovane ed irrequieta, tenuta malamente a bada da Palla, un buffo e panciuto gambero che ha ricevuto dal Re l'ingrato compito di farle da tutore e che nulla può contro l'ostinata volontà della Sirenetta di trasformarsi in essere umano e acquistare le gambe a scapito della coda grazie alla disonesta complicità della zia Brigida e dei suoi scagnozzi.

Il musical che è pensato non solo per i bambini ma si rivolge all'intera famiglia, si rifà chiaramente alla celebre fiaba danese di Andersen, sono tuttavia chiari svariati riferimenti alla versione Disneyana: il nome della protagonista, la figura del gambero-precettore, la scelta dei costumi e della caratterizzazione di alcuni personaggi... tutti elementi che potrebbero trarre in inganno e far pensare ad un remake del film d'animazione Disney, invece -come osserva il regista Bonsignori- " il pubblico si diverte a scoprire la nostra versione; in scena i due mondi sopra e sotto il mare sono popolati da 13 attori-cantanti-ballerini che oltre a dar vita ai singoli personaggi, muovono l'ingranaggio scenico delle onde marine... "

Sul palco in questo pomeriggio vediamo alternarsi i vari protagonisti in un complesso di canti, balli e recitazione; tutti i personaggi sono fortemente caratterizzati ed ogni scena è modulata in maniera tale da appassionare i piccoli spettatori ed intrattenere allo stesso tempo il pubblico adulto: se da un lato il gambero Palla interagisce coi più piccoli, dall'altro i tre mozzi svagano i genitori con una più sottile ironia...

L'atmosfera fantastica, divertente, a tratti comica di questa favola cela in sè un profondo significato indirizzato ai piccoli ma che ammonisce anche gli adulti sul rapporto genitori-figli, un messaggio positivo che viene trasmesso con semplicità ed efficacia tramite il sorriso.



Questo è un articolo pubblicato il 06-01-2012 alle 15:55 sul giornale del 07 gennaio 2012 - 3102 letture