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Giorgi su Stabile delle Marche: 'Carlo Cecchi, chi l'ha visto?'

paola giorgi 2' di lettura 23/12/2011 -

Carlo Cecchi...Chi l'ha visto? Nei giorni in cui ferve il dibattito per salvare lo Stabile delle Marche (la più alta realtà produttiva culturale regionale riconosciuta dal Ministero) e stanno affiorando evidenti trame contro questa Istituzione e chiare responsabilità permeate di arroganza e di sete di controllo del potere, brilla nel dibattito l' assenza del Direttore dello Stabile Carlo Cecchi.



La cosa non mi stupisce, anzi, contribuisce a collocare nel giusto posto i tasselli di un mosaico sempre più inquietante che le tiepide posizioni dell'assessore regionale alla Cultura Marcolini poco rischiarano. Lo dissi a giugno che la nomina di Cecchi a Direttore per sei mesi sarebbe stato un errore gravissimo, perchè un tempo così limitato non permette a nessuno di disegnare un progetto di rilancio di un Ente dal passato glorioso e scientemente ridotto alla fame per decretarne la chiusura. Infatti, in questi sei mesi di direzione Cecchi non ha mai fatto nulla per rilanciare lo Stabile.

Questo suo comportamento e l' assenza di una sua presa di posizione oggi, fanno pensare che Cecchi si sia prestato al gioco di distruzione dello Stabile. Ricordo che Cecchi è approdato al Teatro Stabile delle Marche, allora diretto da Paolucci e Solari, nel 2002 quando ha firmato la regia de "I sei personaggi in cerca d'autore", un progetto di grande successo, in collaborazione con AMAT, che rientrava nell'ampio respiro artistico e di confronto che caratterizzava allora a livello nazionale lo Stabile delle Marche che veniva definito lo Stabile più giovane e dinamico d'Italia.

Dopo il bliz di Sturani e la nomina a Direttore dello stabile di Arcolai, ex direttore dell'AMAT, ente in cui è pacificamente rientrato dopo aver maturato allo Stabile, in tre anni di direzione, un buco di un milione e mezzo di euro, distruggendo molto di quanto costruito in passato, Cecchi firma, con lo Stabile di Arcolai , la regia de Il Tartufo, uno spettacolo del quale si ricordano i teatri vuoti e del quale si attendono ancora con ansia i dati precisi delle perdite. Successivamente Cecchi ricicla un suo vecchio saggio con gli allievi dell' Accademia Nazionale di Arte Drammatica "Silvio D'Amico" che viene spacciato come nuova produzione del Teatro Stabile delle Marche. Da segnalare che Cecchi in questi anni è stato sempre ben pagato dallo Stabile per il suo lavoro di attore ed ha intascato anche i diritti di autore di due spettacoli prodotti. Cecchi ha avuto tanto dal Teatro Stabile delle Marche...che questa sua ignavia sia contropartita?


da Paola Giorgi
Consigliere regionale IDV




Questo è un articolo pubblicato il 23-12-2011 alle 16:39 sul giornale del 24 dicembre 2011 - 1453 letture

In questo articolo si parla di attualità, politica, Paola Giorgi, teatro stabile della marche

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