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Fp Cgil: 'Barcaglione non può essere una soluzione al sovraffollamento di Montacuto

FP Cgil 5' di lettura 23/12/2011 -

La FP CGIL Marche interviene in riferimento alle recenti notizie apparse sui quotidiani locali, che vedrebbero nel trasferimento di una parte di detenuti dalla Casa Circondariale di Montacuto alla Casa di Reclusione di Barcaglione, una possibile soluzione temporanea al pesante sovraffollamento.



In realtà la soluzione alla quale avrebbero lavorato il Garante dei detenuti ed il sindaco di Ancona, non è una soluzione percorribile.

Il rischio è infatti di estendere la difficile situazione di Montacuto anche a Barcaglione.

Trasferire i problemi di sovraffollamento e carenza di organico dal carcere di Montacuto anche a quello di Barcaglione somiglia più ad un palliativo che ad un vero intervento risolutore della drammatica situazione in cui versa tutto il sistema carcerario.

La situazione non è percorribile: affinché infatti il carcere di Barcaglione possa effettivamente accogliere una parte dei detenuti di Montacuto, è necessario prima apportare consistenti e costose modifiche alla struttura stessa.

Barcaglione nasce come struttura ad alta valenza trattamentale ed è studiata per accogliere e trattare detenuti con profili di basso rischio.

E' sprovvista dei requisiti di sicurezza tipici delle case circondariali, mancano adeguati muri di cinta, non ci sono le sentinelle e le celle dei detenuti, al fine di perseguire al meglio la riabilitazione, vengono normalmente lasciate sempre aperte.

Ma non basta, affinchè Barcaglione possa accogliere i detenuti eccedenti di Montacuto, serve un consistente incremento di personale pari circa 90 agenti !

Attualmente infatti sono reclusi a Barcaglione circa 36 detenuti a fronte di un organico di 18 agenti.

Per rendere operativa la capienza nominale di 170 detenuti servirebbe un organico teorico di circa 136 agenti di polizia penitenziaria, che passerebbe a 90 volendo mantenere la percentuale di sott'organico medio delle Marche pari a circa il 24%.

Inoltre non tutti i detenuti presenti a Montacuto posseggono i requisiti necessari per poter essere trasferiti a Barcaglione anzi la verità è che soltanto un numero ristretto può, secondo le caratteristiche della struttura, esservi trasferito.

La vera soluzione sarebbe quella di aprire definitivamente e completamente la struttura di Barcaglione, mantenendone i canoni per cui nasce, ma per farlo occorre prima un importante investimento sia in infrastrutture che in personale.

Ma se il Ministero avesse avuto la possibilità di assumere gli agenti necessari o di recuperare, a fronte dei tagli a 360 gradi, le risorse necessarie per investire nel sistema carcerario forse il problema sarebbe già stato risolto da tempo.

Non servono “posti” dove mettere i detenuti, servono strutture idonee ad accoglierli, adeguato personale per sorvegliarli e programmi per rieducarli.

In riferimento poi al grande battage mediatico in merito alla raccolta di firme che sarebbe stata promossa da un gruppo di agenti di polizia penitenziaria contro i provvedimenti emessi dal Dap, la FP CGIL ritiene che in questa situazione specifica la vicenda debba essere affrontata ed eventualmente risolta nelle sedi opportune dallo stesso Funzionario destinatario dei provvedimenti.

Inquietante appare inoltre apprendere che un detenuto possa addirittura aver tentato il suicidio in segno di protesta per l'allontanamento del Funzionario.

Ora i due penitenziari anconetani hanno urgentemente bisogno di due Direttori, uno per Barcaglione e uno, ad hoc, per Montacuto.

Non è possibile immaginare che con i problemi esistenti, possa essere prevista la presenza di un solo Direttore per entrambe le strutture e che, come avviene ora, la presenza dello stesso Funzionario a Montacuto possa continuare ad essere di soli 3 giorni alla settimana.

E' urgente che il Ministero provveda tempestivamente alla nomina e alla individuazione di un nuovo direttore per Montacuto a TEMPO PIENO.

In ogni caso per risolvere una volta per tutte le questioni che affiggono il sistema carcerario italiano - dal quale Montacuto non si discosta - serve un intervento organico. Molte delle proposte che abbiamo letto, avanzate dalla nuova Ministra della Giustizia, sembrerebbero andare nella giusta direzione, incrociando le rivendicazioni da sempre fatte dalla FP CGIL. E' importante ora capire quale sia la strada che il nuovo Governo intende percorrere.

Le premesse lasciano sperare in un cambio di rotta radicale rispetto alla precedente gestione.

Sono urgenti misure deflattive che diminuiscano le presenze in carcere, soprattutto per il transito dei detenuti in attesa di giudizio, 100mila uomini e donne che ogni anno trascorrono in Italia brevissimi periodi di detenzione ingolfando le carceri e aumentando a dismisura i carichi di lavoro della Polizia Penitenziaria per poi essere in gran parte assolti e scarcerati.

Allo stesso modo vanno previste pene alternative come ad esempio la messa alla prova per gli incensurati direttamente nella fase processuale e, come proposto già dalla Ministra, “fermi” che permettano di evitare il trauma della carcerazione.

La Fp-Cgil ha lanciato più di un anno fa le proprie “10 proposte per uscire dall'emergenza”.

Vanno certamente affrontati alcuni nodi mai sciolti: stanziamenti economici quali appunto l'edilizia penitenziaria, le dotazioni organiche ed i mezzi in uso alla Polizia Penitenziaria.

Ma vanno anche rimosse alla radice alcune delle ragioni alla base del sovraffollamento quali leggi liberticide come la Bossi-Fini sull'immigrazione e la Fini-Giovanardi sulle droghe, vere e proprie norme sulla reclusione del disagio, e i vari sciagurati pacchetti sicurezza.

Bisogna sforzarsi affinché il sistema penitenziario torni a occuparsi del recupero e del reinserimento sociale dei detenuti, con particolare attenzione alla qualità e alla sicurezza del lavoro nelle carceri, perché oggi somigliano più a luoghi di tortura sia per chi è recluso che per chi vi lavora.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-12-2011 alle 22:17 sul giornale del 24 dicembre 2011 - 1327 letture

In questo articolo si parla di attualità, ancona, fp-Cgil, detenuti, carcere di montacuto

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