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Favia (Idv): 'Amat e teatro stabile Marche ci raccontano balle spaziali!'

David Favia 4' di lettura 23/12/2011 -

Il regime che governa l’AMAT e la cultura marchigiana non è abituato a essere contestato e, colto con le mani nel sacco, reagisce scompostamente perché è prossimo alla fine. Sta per essere travolto dalla primavera della cultura marchigiana, dalla sete di libertà che si respira ovunque, a giudicare dalla solidarietà che ho ricevuto in queste ore.



Denuncio pubblicamente che Danilo Pertempi, stretto collaboratore di Gilberto Santini, ha telefonato a Lomonaco (reo di aver solidarizzato con la mia denuncia) lamentandosi pesantemente. Ed uso un eufemismo. Nel mentre Gilberto Santini ha telefonato all’assessore alla cultura del comune di Matelica (reo, il comune, di aver votato contro il listone sovietico di Troli all’assemblea nulla del 13 dicembre) “minacciando” di fargli saltare la stagione teatrale. Tanto per ribadire che se non stai simpatico a Santini, nelle Marche non lavori. Inoltre, è in atto il tentativo di chiudere la Fondazione Muse dando alla sua dirigenza la gestione dello Stabile che dovrebbe fare pure lirica. Una follia che perpetuerebbe la casta in barba alle competenze col solito bando “truccato” per il direttore predeciso dai soliti noti.

Io credo che questo modo di fare sia osceno e chiedo ancora una volta soprattutto a Spacca e a Marcolini di intervenire. Non si può assistere in silenzio e senza intervenire a questo modo di fare intimidatorio. Troli e Santini se ne devono andare. Studierò con Lomonaco e con il Comune di Matelica se ci siano gli estremi per una denuncia alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti che informerò di tutta la vicenda, unitamente al Ministero dei Beni Culturali. E veniamo al resto:

1) il consiglio di amministrazione dello Stabile è stato rinviato al 30 dicembre e si è chiuso con la proposta di un escamotage contabile, per far apparire un utile inesistente, e di un conferimento immobiliare da parte del Comune di Ancona, entrambi di incerta fattibilità, che nulla hanno a che vedere con un piano aziendale serio come chiedo da due anni. Rappresenterebbero solo un importante palliativo che, in assenza di una ristrutturazione della “governance”, sarebbero solo una perdita di denaro pubblico a fronte di ulteriori perdite future. Vedremo cosa accadrà il 30, ma da colloqui avuti con l’assessore Marcolini mi sembra che non ci sia peggior sordo di chi non vuol sentire.

2) e spiego perché venendo alla risposta alla nota “penosa” dell’AMAT, regno della gestione (5 milioni e mezzo di euro) basata sulla spartizione politica degli amici degli amici, comprovata dall’assemblea nulla del 13, a cui hanno partecipato meno della metà degli aventi diritto, solo i 29 che si sono rieletti senza avvisare nessuno. In tempi di vacche magre quali gli attuali, chi deve ripartire denaro pubblico nell’ambito della cultura (Marcolini) deve essere virtuoso e tenere insieme il sistema. Qui non si tratta di penalizzare l’AMAT a favore dello Stabile, si tratta di ripartire le poche risorse in modo equo. E non ci si venga a raccontare la balla della bravura dell’AMAT a catturare risorse perché non regge. L’AMAT viene regolarmente “instradata” verso risorse regionali e della SVIM, spesso a trattativa privata o giù di lì, per oltre un milione di euro all’anno. Mentre lo Stabile, con le sue forze, ha vinto un bando europeo di 500mila euro che, a differenza dei fondi regionali, non danno generosi margini. La regione deve fare in modo che lo Stabile abbia più risorse, a partire dalle esigenze immediate che non si possono liquidare con l’anticipo del ripiano perdite 2012 facendolo passare per un ricavo 2011. Quei 100 mila euro devono essere una plusvalenza 2011 che la Regione dà in più quest’anno: io non voterò mai a favore di un pateracchio contabile. Inoltre, o la Regione dà allo Stabile tanto quanto dà all’AMAT senza raccontare la balla della capacità di catturare fondi o redistribuisce meglio le risorse: di meno all’AMAT, che è talmente sovralimentata da poterne fare a meno, e di più allo Stabile che è in punto di morte. Da notare, poi, che pesanti perdite dell’AMAT sono già state ripianate in passato con denaro pubblico, cosa mai fatta con lo Stabile

3) perchè lo Stabile è in punto di morte? Perché dopo la stagione Galeazzi, che con due milioni di investimento (perdite) in sei anni ha ottenuto la stabilità pubblica producendo opere di grande levatura, è giunta la stagione AMAT-Arcolai (Arcolai direttore AMAT etero-diretto da Santini: chiedere ai dipendenti Stabile per conferma) che ha perso altrettanto in soli tre anni di nulla. Lo Stabile infastidiva l’AMAT perché troppo “libero” e non rispondente alla casta e doveva morire: ma così non sarà perché difenderemo lo Stabile e l’AMAT e i loro dipendenti dal virus mortale della casta, del soviet e del Minculpop finchè ne avremo la forza. David Favìa


da David Favia
coordinatore regionale IdV




Questo è un articolo pubblicato il 23-12-2011 alle 20:30 sul giornale del 24 dicembre 2011 - 1314 letture

In questo articolo si parla di politica, italia dei valori, ancona, david favia, idv





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