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Favìa: 'Le Marche non possono essere escluse dalle grandi reti infrastrutturali trans europee'

David Favia 3' di lettura 20/12/2011 -

E’ stata discussa martedi alla Camera una mozione importantissima che assieme all'On. Di Pietro, all'On. Vannucci e all'On. Ciccanti, molti di noi dell'IDV abbiamo presentato affinchè sia prolungato il corridoio Baltico-Adriatico, attualmente previsto da Helsinki fino a Ravenna, fino a Marche, Abruzzo, Molise e Puglia. La questione riguarda le Marche da vicino poiché l’inclusione o l'esclusione dell’Italia centrale e meridionale dai principali nodi infrastrutturali viene decisa in questi mesi a livello europeo e rischia di compromettere definitivamente il protagonismo del quadrante adriatico centro meridionale e di comportare un’ulteriore emarginazione del centro-sud con l’esclusione di porti come quello di Ancona.



Sono intervenuto per sottolineare che questa assurda esclusione, probabilmente dovuta alla forte disattenzione del precedente Governo unita al suo prestigio inesistente in Europa, potrebbe essere ora sanata dall’intervento deciso del Governo attuale che gode invece di prestigio all’estero. E questa esclusione è tanto più assurda se si pensa che di recente sono satte varate sia la macroregione Baltica che quella Adriatico-Ionica che non possono che essere integralmente interconnesse dal punto di vista infrastrutturale. Con questa mozione rispondo all’allarme del nostro presidente di Regione, Gian Mario Spacca: sono state varate tre macroregioni tra cui la Adriatico –Ionica a cui appartengono nazioni che si affacciano sull’Adriatico e sullo Ionico. Alcune già fanno parte dell'UE e altre entreranno a breve. E in quest’ottica di interconnessione non si capisce come si possa interrompere il corridoio a Ravenna non includendo nodi fondamentali per le comunicazioni come il porto Ancona definito la porta d’oriente, da cui partì anche San Francesco per i suoi pellegrinaggi.

Con la mozione si impegna quindi il Governo ad assumere quanto prima iniziative in tutte le competenti sedi decisionali dell'Unione europea e a concertare con i Governi nazionali degli Stati che gravitano nell'area adriatico-ionica tutte le iniziative per valutare, sulla base di uno studio istruttorio adeguato, la praticabilità del completamento del corridoio Baltico-Adriatico verso sud, lungo la costa adriatica, comprendendo i porti di Ancona, Bari e Brindisi. La Commissione europea ha presentato, il 19 ottobre 2011, una proposta di regolamento con la quale si prospetta una revisione degli orientamenti riguardanti la rete transeuropea di trasporto TEN-T allo scopo di realizzare una rete completa ed integrata che comprenda e colleghi tutti gli Stati membri dell'Unione europea. Ciò dovrebbe contribuire alla realizzazione, entro il 2050, di uno spazio unico europeo dei trasporti, basato su un sistema competitivo ed efficiente in grado di soddisfare le esigenze di mobilità di beni e persone in base a standard di qualità elevati e di garantire l'accessibilità a tutte le regioni dell'Unione europea, comprese quelle ultraperiferiche, favorendo in tal modo la coesione economica, sociale e territoriale. Dei dieci corridoi necessari per la realizzazione della rete centrale quello Baltico-Adriatico, nell'ambito del quale sono previsti i collegamenti ferroviari Vienna-Udine-Venezia-Ravenna e Trieste-Venezia-Ravenna, ci riguarda da vicino.

Purtroppo secondo le ipotesi di tracciato formulate dalla Commissione europea, sarebbero escluse dai grandi corridoi alcune aree di questo corridoio, tra cui la parte della dorsale adriatica della regione Marche comprendente il porto di Ancona. Ciò appare in contrasto con gli obiettivi della politica di coesione e di cooperazione territoriale perseguiti dall'Unione europea - anche in vista dell'adesione all'Unione europea dei Paesi dell'area dei Balcani - creando i presupposti di una possibile marginalizzazione, che determinerebbe una retrocessione dei territori esclusi dalla rete con ripercussioni sia sul piano della coesione economica, sociale e territoriale sia su quello della congestione del traffico su gomma. Sono quindi intervenuto perché, soprattutto in questo momento di crisi, credo fermamente che le Marche debbano essere fulcro di attività economiche e culturali per potenziare l’economia locale ed essere parte delle grandi reti trans europee. Siamo certi che il Governo si faccia subito portavoce per fare in modo che questa situazione venga riaperta. Sono in gioco chiarissimi interessi italiani ed europei.


da David Favia
coordinatore regionale IdV




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-12-2011 alle 13:39 sul giornale del 21 dicembre 2011 - 850 letture

In questo articolo si parla di politica, italia dei valori, david favia, idv

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