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Fiscopoli, la Commissione regionale dà ragione alle Entrate

agenzia delle entrate 1' di lettura 19/12/2011 -

Ribaltate le sentenze di primo grado, la vittoria vale 55 milioni di euro.



Un tesoro nascosto in un mare di “nero”. Ammonta a oltre 55 milioni di euro il conto che la Commissione tributaria regionale delle Marche ha presentato a due società operanti nel commercio all’ingrosso di prodotti della pesca accogliendo la tesi dell’Ufficio delle Entrate di Fano.

La sentenza dei giudici di secondo grado ha integralmente riformato le decisioni della Ctp di Pesaro, le cui pronunce favorevoli erano finite nel mirino della Procura nell’ambito dell’inchiesta “Fiscopoli”.

La vicenda - Era stata l’incongruenza tra redditi dichiarati e investimenti a innescare le indagini finanziarie e i successivi controlli del Fisco nei confronti delle società. L’analisi delle movimentazioni bancarie aveva consentito di determinarne i redditi prodotti e di imputare a carico dei soci gli utili come compensi assimilati a redditi da lavoro dipendente. Secondo l’Ufficio, le operazioni sui conti delle società erano riferibili ad attività non dichiarate o comunque derivanti dalla sottofatturazione dei ricavi prodotti per le cessioni intracomunitarie effettuate verso la Spagna.

Il caso “Fiscopoli” - Questa prima serie di sentenze della Commissione tributaria regionale ha premiato l’impegno della Direzione regionale delle Marche che ha attivamente collaborato con gli inquirenti per fare emergere gli episodi sospettati di corruzione.

Le indagini condotte dalla Procura di Pesaro, infatti, hanno permesso di accertare circa 50 sentenze “truccate”, per un importo complessivo intorno ai 150 milioni di euro, tutte appellate in secondo grado dall’Ufficio di Pesaro con il coordinamento della Direzione Regionale.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-12-2011 alle 15:50 sul giornale del 20 dicembre 2011 - 1152 letture

In questo articolo si parla di attualità, agenzia delle entrate

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