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Confartigianato: sì al fermo dell'autotrasporto

3' di lettura 19/12/2011 -

Un'affollata assemblea chiede di ridurre i costi e di applicare le regole in vigore. Deciso l'aumento del 12% delle tariffe di trasporto da gennaio.



Confartigianato Trasporti delle Marche dopo la decisione di fermo dell'autotrasporto deliberata dalla Giunta dell'UNATRAS ed in considerazione della dissociazione comunicata dalla Cna Fita dalla manifestazione sindacale ha tenuto una assemblea dei trasportatori marchigiani.

Alla riunione oltre ai dirigenti di Confartigianato e di numerose forme associative sono intervenuti 120 autotrasportatori i quali ascoltate le relazioni del Presidente e del Segretario regionale Elvio Marzocchi e Gilberto Gasparoni e dopo un intenso dibattito, gli imprenditori hanno ribadito la forte determinazione nel richiedere il fermo immediato dell'autotrasporto e comunque a decorrere dal 23 gennaio 2012. L'aumento insostenibile del costo del gasolio cresciuto del 28% nel 2011 (settemila euro all'anno per veicolo), la mancata mensilizzazione del recupero delle accise, (non possiamo fare da banca anche allo Stato), i costanti aumenti dei premi assicurativi (vanno dal 50% ed oltre), dei pedaggi autostradali, l'aumento delle giornate di divieto di circolazione, il rischio della cancellazione dei costi di sicurezza e di conseguenza dell’intero 83/bis con i tempi di pagamento a 60gg, ed il diritto di rivalsa, non possono rischiare di essere cancellati.

I trasportatori intervenuti alla assemblea indetta dalla Confartigianato Trasporti hanno chiesto all’UNATRAS, di pretendere l’avvio dei controlli presso la committenza e di invitare i 40 principali committenti Italiani ad applicare correttamente i costi della sicurezza pena una specifica denuncia all’Agenzia delle Entrate, chiedendo la corretta applicazione delle leggi in materia. Inoltre la cancellazione delle riduzioni INAIL per 42 ml€ prima strutturali oggi cassati e la deregolamentazione delle norme per l'accesso alla professione di autotrasportatore con la effettiva liberalizzazione delle imprese operanti con veicoli fino a 3,5T., la capacità finanziaria fino a 9.000€ per tutti piccoli e grandi ecc. compromettono la sicurezza sulle strade e riducono la competitività delle imprese.

In sostanza il Governo deve ascoltare e confrontarsi con la categoria, non possiamo accettare che operi sentendo solo CONFINDUSTRIA e CONFETRA quindi la ns. committenza, che ci vuole deboli, divisi e disorganizzati. Confartigianato Trasporti ha deciso di avviare una campagna di sensibilizzazione con riunioni territoriali, incontri con i Prefetti e con i Parlamentari affinché gli stessi si facciano interpreti di azioni concrete verso il Governo per rimuovere la grave situazione che sta portando alla chiusura o al fallimento le imprese di trasporto di merci e comunque al fermo di una settimana dell'autotrasporto che nella regione vede la presenza di 5.500 aziende con oltre 10.000 automezzi.

Confartigianato Trasporti, ha deciso di avviare una campagna di informazione verso il sistema produttivo e Confindustriale per richiedere l'adeguamento delle tariffe di trasporto del 12% sia per i costi già sostenuti nel 2011 che per quelli annunciati delle Assicurazioni e dei pedaggi autostradali. D' altronde il solo costo del gasolio nel 2011 è aumentato di oltre il 28% per le accise e in per il costo industriale. Senza adeguamento delle tariffe le imprese non sono nella assoluta condizione di continuare ad erogare i servizi.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-12-2011 alle 15:57 sul giornale del 20 dicembre 2011 - 1005 letture

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