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Ancona: presidio dei centri sociali al carcere di Montacuto

Carcere di Montacuto 2' di lettura 17/12/2011 -

Sabato mattina attivisti dei centri sociali delle Marche si sono dati appuntamento davanti all'ingresso del carcere di Montacuto dopo le proteste dei detenuti nei giorni scorsi.



"Amnistia, misure alternative, dignità" questo lo striscione per denunciare la gravità della situazione all'interno degli istituti di pena e la necessità di un intervento urgente. Negli interventi che si sono succeduti nel corso dell'iniziativa è stata evidenziata l'insufficienza delle misure predisposte dal ministro Severino e la non rinviabilità, in tempi brevi, di un provvedimento di amnistia e di indulto. La regione Marche risulta attualmente tra le regioni a maggiore sovraffollamento carcerario con conseguenti gravissime ripercussioni sotto il profilo igienico-sanitario e delle condizioni di vita dei detenuti al di sotto di ogni livello di sopportabilità.

La situazione di sovraffollamento e di precarietà è la diretta conseguenza sia della crisi - che alimenta i reati di mera sopravvivenza - sia di irrazionali disposizioni normative come quelle riconducibili alla disciplina delle sostanze stupefacenti e dell'immigrazione, che producono reclusione a fronte di condotte prive di un'effettiva pericolosità sociale. Con il presidio si è voluto anche sottolineare la necessità che la problematica connessa alla situazione carceraria fuoriesca dal perimetro carcerario per entrare direttamente nella società che oggi più che mai deve essere protagonista di un processo volto a ripristinare le condizioni di dignità dei detenuti.

Un processo all'interno del quale sono passaggi fondamentali la depenalizzazione dei reati di scarso allarme sociale, il ripristino dell'amnistia e dell'indulto come strumenti di garanzia democratica e di tutela dei diritti fondamentali della persona, l'estensione in maniera effettiva dell'utilizzo delle misure alternative - considerato che il nostro paese, nel quadro europeo, è ultimo per ciò che riguarda tali misure. Per quanto concerne le misure alternative che necessitano di un riferimento domiciliare deve inoltre essere denunciata la condizione di discriminazione a cui vengono sottoposti sia i migranti privi di permesso di soggiorno che nella qualità di senza fissa dimora sono impossibilitati ad accedere alla detenzione domiciliare; sia i tossicodipendenti costretti al carcere per la mancanza di adeguate strutture con finalità terapeutica.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-12-2011 alle 15:37 sul giornale del 19 dicembre 2011 - 1178 letture

In questo articolo si parla di attualità, ancona, carcere, montacuto, centro sociale

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