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'Un esempio di malasanità'. Il Pdl boccia il nuovo Piano Sanitario Regionale

1' di lettura 15/12/2011 -

Un Piano Sanitario che rende ancora più evidenti “gli squilibri tra nord e sud della Regione”; la necessità di “conferire personalità giuridica alle cinque Aree Vaste”; chiusura e riorganizzazione degli ospedali da far passare al vaglio del Consiglio Regionale. Sono alcuni dei punti critici del nuovo Piano Sanitario Regionale evidenziati dal Pdl.
 



Una risistemazione che, secondo il capogruppo Francesco Massi, rischia di esautorare lo stesso Consiglio Regionale. “Con questo Piano – dice Massi - la Giunta ha nuovamente tolto al Consiglio regionale la sua competenza primaria di legiferare e programmare per il bene di tutti i marchigiani”.

Parla invece di “quadro con cornice ma senza dipinto” il consigliere Giulio Natali, che attacca la Giunta sulle disparità territoriali che si verrebbero a creare: “C’è un disagio tra nord e sud della regione che viene confermato. E l’esempio dell’Azienda Ospedaliera unica ne è il modello. Se ne parla dal 2009 fatto è che quella nord è già una realtà mentre quella sud è solo un sogno”. Per Elisabetta Foschi, invece, “tutto è depredato da Ancona, che lascia ben poco alle altre zone”.

“Servono ottimizzazioni sulle liste di attesa e maggiori investimenti sulla nefrologia pediatrica al Salesi di Ancona”, aggiunge Zinni, mentre Umberto Trenta parla esplicitamente di “piano di malasanità”. “Occorre una gestione più attenta del patrimonio immobiliare, e si deve affrontare con coraggio il nodo delle Croci e del trasporto sanitario”.












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