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Pesaro: diffamazione su Facebook, denunciati due minorenni

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L’Ufficio Minori della Questura di Pesaro e Urbino ha denunciato in stato di libertà due minorenni pesaresi, rispettivamente di 15 e 16 anni, per il reato di diffamazione tramite Facebook. Vittima della vicenda è un coetaneo che era diventato oggetto di insulti e commenti pesanti, solo perché ritenuto “antipatico”.

Vittima della vicenda è un coetaneo, che indicheremo con il nome di fantasia “Antonio”, che si è trovato inserito in una pagina facebook con il titolo “Chi odia Antonio?”.

Nella pagina sia lui che la sua fidanzatina venivano fatti oggetto di insulti e commenti pesanti, solo perché ritenuto “antipatico”. Il motivo principale dell’avversione è risultato essere l’ottimo rendimento scolastico del ragazzo, fra l’altro ingiustamente accusato dai sui detrattori di venire favorito dagli insegnanti.

Nonostante l’intervento del Dirigente scolastico dell’istituto frequentato da Antonio, che venuto a conoscenza dell’accaduto ha convocato i genitori degli studenti che comparivano sul blog per sollecitarli a parlare con i propri figli e convincerli a desistere da tale comportamento, ma l’azione denigratoria continuava, anzi diveniva ancor più pressante.

È stato troppo: a seguito della segnalazione della Preside, gli Agenti dell’Ufficio Minori hanno convocato in Questura il creatore della pagina, che ha 15 anni e un altro minore di 16 anni che risulta aver inserito contenuti diffamatori con i rispettivi genitori e dopo che i ragazzi hanno ammesso le loro responsabilità, li hanno denunciati in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Ancona.

Per quanto riguarda gli altri ragazzi che hanno partecipato al blog inserendo commenti di vario tipo, la loro posizione è attualmente al vaglio degli Agenti, che dovranno verificare se nelle frasi digitate siano riscontrabili gli estremi della diffamazione o dell’ingiuria.

I reati commessi a mezzo Social Network contituiscono un fenomeno in crescita e per tale regione l’attività di contrasto attuata dalla Polizia di Stato ed in particolare dalla specialità della Polizia Postale e delle Telecomunicazioni, si sta facendo sempre più intensa. A tale riguardo è opportuno sottolineare che scrivere contenuti diffamanti od offensivi su blog o su pagine dei Social Network mantenendo l’anonimato o dando false generalità al momento dell’iscrizione, non garantisce l’impunità in quanto ogni attività svolta su Internet lascia traccia nel computer che l’ha effettuata ed è perciò possibile, adottando le opportune tecniche, risalire all’autore.

Si rammenta, infine, che il reato di diffamazione a mezzo stampa o altro mezzo pubblicitario, comporta una pena da sei mesi a tre anni di reclusione.



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Questo è un articolo pubblicato il 13-12-2011 alle 16:32 sul giornale del 14 dicembre 2011 - 1356 letture