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Fiumi Marche Informa: presentato il dossier di Legambiente

Luigi Bolognini Gianni Corvatta e Leonello Negozi 3' di lettura 13/12/2011 -

Presentato martedì mattina il dossier di Legambiente Marche “Fiumi Marche Informa 2011” che accende i riflettori sullo stato di salute dei maggiori corsi d’acqua marchigiani.



Ventisette sono i fiumi presi in considerazione dal dossier. Secondo l’indicatore SACA (stato di qualità ambientale dei corsi d’acqua), rilevato dall'ARPAM, i fiumi Aso; Burano; Cantigliano; Fiastrone; Fluvione; Sentino e Tennacola risultano i migliori della Regione con moderati sintomi di inquinamento o di alterazione, mentre chiude la classifica il Tavollo che invece riporta un ambiente fortemente inquinato e fortemente alterato. La normativa europea richiede il raggiungimento del “buono stato”, avvero un ambiente con moderati sintomi di inquinamento o ti alterazione, entro il 2015 risultato che senza una necessaria inversione di rotta non potrà essere raggiunto. Stante questa situazione al 1 gennaio 2016 le stazioni di monitoraggio che non rientreranno nei parametri saranno 35 (il 55,5% del totale). Questa situazione creata da un utilizzo del territorio, e soprattutto delle sponde, mette a dura prova l’habitat fluviale, sia dal punto di vista della qualità delle acque che della sicurezza idrogeologica ed andremo in procedura di infrazione. Tra le cause di questo degrado ci sono sicuramente la rettificazione degli alvei, lo sfruttamento intensivo delle fasce fluviali e, soprattutto, gli scarichi abusivi e non depurati che riversano le loro sostanze inquinanti all’interno dei corsi d’acqua.

Non migliore è la situazione della depurazione delle acque reflue, dove siamo già in infrazione. Secondo il D.Lgs. n.152/2006, il quale prevede che gli agglomerati con un numero di abitanti equivalenti (AE) superiore a 2.000 devono essere provvisti di reti fognarie per le acque reflue urbane e che queste siano sottoposte, ad un trattamento secondario o ad un trattamento equivalente qualora scarichino in acqua dolce o in estuario e secondo i dati del 2005 presenti nel Piano di Tutela della Acque sono 55 gli agglomerati urbani che non sono conformi a queste disposizioni. Dati ufficiali più recenti non sono disponibili, ma in base alle nostre verifiche la situazione non dovrebbe essere di molto migliorata. “Molte sono le azioni che possono essere intraprese per migliorare lo stato di salute dei fiumi – afferma Leonello Negozi di Legambiente - che parta da un’iniziativa estesa di riqualificazione, che preveda il ripristino della vegetazione perifluviale con la sua azione filtro di fascia tampone, lo sviluppo di zone umide nelle aree di pertinenza fluviale, una maggiore diversità morfologica in alveo che permette anche il miglioramento della capacità autodepurativa, una gestione sostenibile delle derivazioni e l’utilizzo della tecnica della fitodepurazione”.

“Riqualificare i corsi d’acqua e i loro bacini serve all’ambiente – sostiene l’Assessore regionale all’Ambiente Sandro Donati- ed è anche la soluzione necessaria per conseguire importanti obiettivi socio-economici come minor rischio idraulico, maggiore disponibilità idrica, migliore qualità dell’acqua, ad esempio. Questi provvedimenti devono vederci impegnati per ottenere un equilibrio più sostenibile tra attività umane e gestione del territorio”. Alla conferenza hanno preso parte il direttore tecnico scientifico ARPAM Gianni Corvatta; Luigi Bolognini del Servizio Risorse idriche della Regione Marche e Leonello Negozi della Segreteria di Legambiente Marche e curatore del dossier.

Dossier completo al sito www.legambientemarche.org






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-12-2011 alle 15:59 sul giornale del 14 dicembre 2011 - 920 letture

In questo articolo si parla di attualità, regione marche, fiume, inquinamento, legambiente

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